Recensioni

Volume 1: carino. Volume 2: allarme diabete. Volume 3: una colata di melassa vi seppellirà. O, per contrasto, vi verrà improvvisamente voglia di sentire gli Slayer. Va bene, cerchiamo di esser seri: come si fa, anche volendo, a dire qualcosa di spiacevole, sgraziato, disdicevole nei confronti di She & Him? Tutto è cosi piacevole, aggraziato, adorabile. Proprio come Zooey, la new girl da tutti sognata e amata, tanto bella quanto brava, e non è un eufemismo facilone – anzi lo è, ma in ogni caso le cose stanno proprio in questo modo.
È indubbio che la reginetta del pop (non si sa quanto) indie abbia un talento direttamente proporzionale alla sua grazia, come dimostra questa nuova infornata di canzoni autografe (più tre cover) e, ancora meglio, l’accuratissima veste allestita insieme al solito M Ward, che dallo sdoganamento midstream del duo ha certamente tratto giovamento. A ogni modo la qualità di songwriting e arrangiamenti parla da sé: proprio come nei due volumi precedenti (senza contare l’evitabile album natalizio del 2011), la grande tradizione americana – quella che va dal Brill Building al Wall Of Sound fino a Pet Sounds, senza trascurare il country di classe – viene devotamente ossequiata, in una serie di dolcissime e vuoi o non vuoi irresistibili caramelle pop, intonate con voce limpida e angelica da Miss Deschanel (gorgheggiante anche nelle intricate armonie vocali, come nell’apertura di I’ve Got Your Number, Son e nel prosieguo di Never Wanted Your Love), che pure oggi sfoggia una maggiore sicurezza interpretativa (Shadow Of Love) e una scrittura ancor più spigliata (Together va dalle parti della disco, e si veda in tale ottica anche la copia carbone di Sunday Girl dei Blondie).
Quindi no, in effetti non si può dire qualcosa di spiacevole, sgraziato, disdicevole su questo disco di She & Him. E allora da dove viene quella voglia insostenibile di ascoltare Reign In Blood? Non dalla presenza di Mike Watt come ospite, sebbene solo a leggerlo faccia il suo effetto. Tutto è cosi piacevole, aggraziato, adorabile. Insomma, carino. Troppo carino. Come vedere la terza replica della stessa puntata dello stesso telefilm. Il vero problema per Matt e Zooey è che, trasformato il divertissement iniziale in progetto full time, l’adorabile leziosità si è fatta stucchevole difetto. Ed è un peccato.
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