Recensioni

6.8

Una collaborazione tra How To Dress Well e Shlohmo non è niente di sorprendente. Che i due si scrutassero da lontano l’avevamo già insinuato in tempi non sospetti. Ecco che con estrema puntualità arriva un Laid Out EP che presenta come cavallo di battaglia Don’t Say No. La traccia si apre con l’ormai conosciutissimo falsetto neo-RnB di How To Dress Well e si snoda tra pad filtratissimi e notturni. La novità rispetto ai precedenti lavori di Shlohmo è una ricerca di minimalismo rispetto al massimalismo del passato. Un lavoro a sottrarre e simplificare che si nota particolarmente nei drum loops scevri dei vezzi glitch-hop di Bad Vibes.

Se con Out of Hand il richiamo è quello delle atmosfere spettrali da Manchester di Holy Other, complessivamente l’EP è un salto a piè pari nell’attuale tormentone del trap, al quale già si era avvicinato nel precedente Vacation soprattutto grazie all’influenza di Kuedo. Non il trap nelle sue accezioni più mainstream, ma abastract trap – fusione tra crunk e bedroom electronica – che incrocia musicisti come Clams Casino e Purity Ring per essere esemplificato alla meglio dai lavori di Ryan Hemsworth. Per Shlohmo questo cambiamento, la cui costante è sempre stata l’hip hop, non è dovuta tanto ad un tentativo di accodarsi alle ultime mode quanto ad una sensibilità che lo spinge ad aprirsi al meglio della produzione contemporanea. Sfortunatamente, per quanto Don’t Say No sia una collaborazione che fa mostra di eccelso buon gusto, oggi non è più sufficiente mettere insieme snare che cliccano e pad malinconici per sorprendere e il successo di cui Laid Out sembra stia godendo è dovuto più al suo offrire agli ascoltatori ciò che si aspettano che alle effettive qualità.

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