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Ci sono ventitré mari sulla luna. Nessuno di loro contiene acqua, sono solo vaste pianure balsamiche, eruzioni vulcaniche una volta scambiate dagli astronomi troppo in fretta per identificare la loro colorazione più scura. Ci sono anche venti cosiddetti laghi. La loro natura filosofica e mitologica è la tesi da cui parte l’artista e compositrice lettone Agata Melnikova nel suo secondo lavoro, Sea To Sea, pubblicato sotto lo pseudonimo di Sign Libra.
Per Sea To Sea, la musicista osserva queste grandi e oscure pianure formate da eruzioni vulcaniche pensate appunto come mari reali dai primi astronomi: la Melnikova studia la natura filosofica e mitologica di questo paesaggio surreale, incorniciato dall’illuminazione del sole, dall’ombra della terra e dalle percezioni personali dei suoi abitanti. La luna diventa così una metà inseparabile della composizione vitalistica del nostro mondo e la sua gravità riesce a guidarci da un mare all’altro.
Le nove canzoni di Sea To Sea, ognuna dedicata a una diversa distesa liquida, presentano arrangiamenti abili e danzanti, articolati in temi di abbondanza e pace, curiosità, felicità, mistero e padronanza. La voce singolare di Sign Libra appare nei ritornelli ripetuti, perlopiù senza parole, come un narratore della performance della vita, che si svolge continuamente e all’infinito. Non è, a dispetto di quello che l’ascoltatore potrebbe aspettarsi, un suono freddo: c’è un calore casalingo nella strana ricerca celestiale fatta dalla Melnikova, qualcosa che fa sentire psichicamente purificato e in equilibrio con il brillante rinascimento dell’oroscopo. Sea To Sea opera al nodo tra cerebrale e celeste, in quei sistemi complessi e magnifici del nostro cosmo, disposti in schemi sonori squisiti ed eccentrici. Nelle nove riflessioni mistiche e musicali, l’artista adotta un morbido synthwave anni ottanta – diventato ormai un gran classico – in maniera che suoni vecchio, datato, cosparso di un’energia antica e, appunto, lunare. Sea Of Fecundity riceve persino i suoni delle onde oceaniche, aggiungendo ulteriore atmosfera alla scuola new age mentre il rumorismo vivace di Sea Of Islands saltella con fare piacevolmente contagioso e conquista con un groove che sembra riflettere un’elettronica decisamente più contemporanea. I ritmi leggeri di Sea Of Vapours sorprendono fino a sciogliersi in una sinuosità quasi trance, permettendo alla melodia di Sea Of Knowledge un ritmo costante, dal sapore celtico che affascina nel suo repentino cambio di prospettiva. Una lingua si forma in Sea To Sea e ci ricorda ciò che abbiamo imparato e ciò che dobbiamo ancora imparare, prima di echeggiare in acque e galassie distanti. La cartografia sintetizzata dalla Melnikova rende il disco pieno di una sensibilità surrealista: un soffice scontro tra Laurie Anderson e Grimes, un incanto krautrock che abbraccia droni melismatici e tamburi frizzanti.
Fantascienza, astronomia e musica formano un mood adorabile, con uno spirito da fin de siècle vivo e vegeto: un richiamo allo spirito pioneristico che ci ha portati sulla luna e che continua a farci viaggiare nello spazio, un’armonia cosmica riuscitissima.
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