Recensioni

Sarà poi vero che agli Slayer gli si chiede solo di esistere e di non incappare in incidenti di percorso come fecero a loro tempo i Metallica. Soltanto tre anni fa usciva Christ Illusion, che oltre a vedere il ritorno dietro i tamburi dello storico Dave Lombardo, fotografava il combo californiano in ottima forma, dopo prove non memorabili quali God Hates Us All e Diabolus in Musica.
World Painted Blood cerca di svecchiare la formula pur mantenendo saldi i piedi nella tradizione. Andatevi a sentire le rasoiate iperveloci e abrasive di Unit 731, Hate Worldwide, Psychopathy Red o Public Display of Dismerberment, e capirete che Kerry King e soci non hanno nessuna voglia di appendere gli strumenti a chiodo, anzi. Si fanno apprezzare anche midtempo heavy, scarni ed essenziali come la title track o Beauty Through Order, a metà strada tra South in Heaven e Divine Intervention.
Da segnalare il ritorno ai bei tempi di Jeff Hanneman che firma sei pezzi degli undici totali portando la band un passo prima di quel cul de sac nu-metal che fu Diabolus in Musica. Le liriche riescono ancora graffiare come si deve (la critica antiamericana di Americon, l’atto d’accusa verso la religione organizzata di Not of this God), testimoni di un invecchiamento dignitoso senza improponilbii appelli a pacchiani “ritorni alle origini” (Death Magnetic vi ricorda qualcosa?).
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