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6.8

È la diciottenne austriaca Anja Franziska Plaschg a celarsi dietro la sigla sociale Soap&Skin. E mai ci saremmo aspettati, un po’ per l’età anagrafica un po’ per la semplicità acqua e sapone evocata dal nome, un siffatto condensato di oscuro romanticismo e di sofferto cantautorato.

Sono le note classicheggianti di un piano a imperare sovrane in queste tredici tracce che compongono il suo esordio discografico Lovetune For Vacuum, alle quali si aggiungono lievi e sospese orchestrazioni, intrise di spettrali apparizioni elettroniche. Ma è la voce della Nostra, ora eterea e sussurrata, ora dolente e profonda, a rendere l’atmosfera ancor più solenne e sacrale, se non, in alcuni casi, addirittura lugubre e funerea.

Una coraggiosa e convincente personalità artistica quella di Soap&Skin, che se nel prossimo futuro riuscisse a smarcarsi abilmente dalle evidenti influenze boreali di Bjork e Susanna e a rendere più movimentata la sua proposta musicale, potrebbe sicuramente affrontare la scalata all’Olimpo delle chanteuse, alla stregua di un’altra scandagliatrice dell’anima, Liz Durrett. Che canzoni come Cry Wolf, Mr. Gaunt Pt 1000 e Cynthia non hanno niente da invidiare a nessuno, emozionalmente parlando.
Soap&Skin: un Maximilian Hecker al femminile.

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