• Feb
    01
    2012

Album

Pias

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Coordinate particolari, quelle di Anja Plaschg, nata in una sperduta fattoria dell'Austria, cresciuta al mondo come pianista dalla formazione classica e diventata nota come Soad&Skin nel 2009 grazie a Lovetune For Vacuum: appena diciannovenne il suo talento donava agli ascoltatori 13 brani intimisti, nervosi, disturbati, depressi. In molti si affrettavano a parlare di una Kate Bush germanica, basando il paragone sul precoce esordio. Con la Bush, in realtà, condivide la curiosità che le amplia gli ascolti oltre il canone pop/indie, ma il suo sguardo e la sua scrittura sono oscuri, tenebrosi e assoluti come il romanticismo tedesco dei sui lieder sporcati di elettronica.

Dall'esordio sono passati tre anni, che hanno visto l'interessamento di Fennesz e altri notabili della scena internazionale che si sono dedicati al remix di questo o quell'altro brano. Narrow raccoglie inediti, ma alcuni di loro sono già stati suonati dal vivo o fatti percolare nella rete dalla stessa artista. Più un minialbum quindi (8 solamente i brani), che ha il sapore di una conferma temporanea, in attesa di un nuovo balzo nei prossimi mesi, di un talento fuori dal comune che sta diventando una specie di Antony al femminile, dove però i fantasmi arty sono stati sostituiti da quelli nerissimi che Nick Cave si portò a Berlino. Insomma: più Diamanda Galas o Evangelista che Nico, come invece qualcuno ha cercato di sostenere.

Piacciono la rilettura di una hit anni Ottanta, Voyage Voyage, a dimostrazione della personalizzazione estrema che sa imprimere a tutto quello che le esce da mani e bocca, il pathos di una Vater dedicata al padre e la forza di una Boats Turn Toward The Port o Big Hand Nails Down. Colpisce la personalità già matura di brani intensi come Deathmental (con un uso interessante dell'elettronica) e Wonder. In attesa di un nuovo album, è un bel sentire.

18 Febbraio 2012
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