• gen
    25
    2015

Album

White Forest Records, Megaphone Records

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Sono ormai alcuni anni che l’ambiente elettronico italiano è in continuo movimento, e quello che fino a poco tempo fa si presentava come un panorama frammentato e troppo debitore varso la scena inglese, si è progressivamente consolidato intorno ad alcuni fermi punti di riferimento che gli hanno conferito coerenza e credibilità. Due di questi (probabilmente i maggiori), la romana White Forest Records e la friulana Megaphone Music, si sono ora uniti per distribuire il nuovo lavoro di Sonambient.

Ragazzo friulano trapiantato a Torino già autore (sempre per Megaphone) dell’ottimo Remnant (2013), questo talentuoso producer (al secolo Andrea Buzzi) si muove con grande competenza nel variegato universo della UK Bass in tutte le sue ibridazioni, mescolando reminescenze dubstep, house e garage e sviluppando un approccio che, seppur con lo sguardo sempre rivolto verso la scena anglosassone, resta molto personale. Siamo nell’ossimorico mondo della musica da dancefloor pensata per l’ascolto, in cui i beats, pur rimanendo ballabili, si fanno introspettivi e accompagnano l’ascoltatore in viaggi altri.

Già dalla prima traccia Pyrite si sente un fortissimo profumo Hyperdub, dalle parti dei Funkystepz e del primo Zomby, ma ancora una volta il tutto è riletto in una luce estremamente personale. Si sale di quota verso atmosfere più eteree e meno ancorate alla pista da ballo con la successiva Toccata (Our Eyes in the Crowd), permeata in coda da synth sognanti e campionamenti vocali funkeggianti. Tentazioni drum & bass nella successiva Milijacka, seguita da In this Rainy City che volge lo sguardo addirittura ai Boards of Canada. Si torna invece a ballare Uk funky su lidi Hyperdub nell’irresistibile Rails e nella conclusiva Teal is the Colour.

Yonder è quindi un disco semplicemente molto bello, notturno e nebbioso, con un’ottima produzione e tante belle idee, che recepisce gli insegnamenti inglesi e li rielabora personalmente aggiornandoli alle esperienze della scena italiana dell’ultimo paio d’anni. Nel caso ve lo siate perso, andate a recuperarvi anche il già citato esordio Remnant, questo ragazzo ha talento da vendere.

1 Marzo 2015
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