Recensioni

Quando nasce un gruppo di quattro elementi provenienti da tre nazioni diverse ci sono alte probabilità che il risultato finale sia perlomeno curioso. Prendete gli Splashh: Sasha Carlson (voce e chitarra, ex Colours e The Coshercot Honeys/Brain Slaves) e Jacob Moore (batteria, ex The Checks) vengono dalla Nuova Zelanda, Toto Vivian (chitarra e synth) dall’Australia e Thomas Beale (basso) dall’Inghilterra, anche se la loro base operativa è poi la solita Londra, tanto che le menzioni del caso arrivano da NME
A proposito di UK, segnaliamo doverosamente una pessima reinterpretazione di I Get Along dei Libertines per il decennale di Up The Bracket e la partecipazione al Field Day e al Liverpool Sound City, come dire, i ragazzi si stanno facendo le ossa e quel che abbiamo in quest’album è un garage sound che dal vivo non dispiace. Comfort come confortevole dunque, senza complicazioni né grosse pretese, anche se molte di queste melodie armoniose e ripetitive, le chitarre distorte e riverberate, i giri basso tipici dell’era grunge e la voce effettata, da qualche parte colpiscono e non siamo qui certo a calar la mannaia.
Venendo al disco, Headspins, già dalle primissime battute, sembra un pezzo random della discografia dei Pixies (diciamo Debaser, diciamo Monkey Gone To Heaven); segue l’ottimo singolo pre-release di Comfort, All I Wanna Do, à la Jesus And Mary Chain in acido. Con Vacation le chitarre si fanno surf mentre So Young – uno dei momenti migliori del disco – concede spazio a un riff affabile, chitarra elegante e batteria pulsante tutta da ballare a testa bassa (immaginate il miglior Wavves). L’altra ispirazione dichiarata – quella dei New Order – trova conferma nella linea di basso e nelle situazioni eteree della discreta Lemonade.
Fresco e derivativo come la stragrande maggioranza delle uscite di questi anni, Comfort è il tipico esordio di belle speranze dove non mancano gli episodi troppo indulgenti (Lost Your Cool) e le canzoni senza la giusta convinzione (Strange Fruit). Chi vivrà, e sopravviverà, vedrà.
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