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Quasi un lustro di silenzio e poi tre album, di cui uno doppio, in poco più di tre mesi. Irregolari fino al midollo, gli “n” componenti della Squadra Omega – il nucleo, in queste tre uscite, è comunque sempre quello storico formato da OmegaMatt, OmegaG8 e OmegaDav, ma come da tradizione è sempre aperto a collaborazioni e interventi – se ne fregano di convenzioni e scadenze: la loro è una musica per il terzo occhio, e in quanto tale sottostà soltanto alle regole insondabili del caso/caos.

In principio fu Il Serpente Nel Cielo, vinile per Holidays impreziosito dalla splendida cover art di Re Delle Aringhe e incentrato su due lunghe tracce di “avant-impro” molto diradate e al limite dell’ambient, elaborate durante una sessione di improvvisazione registrata live e senza overdub. Umori ondivaghi, dunque, lunghe pause (e)statiche, sfilacciamenti di sax e di percussioni che si ricompattano improvvisamente (la seconda parte della title track) fanno di questo lavoro il più apertamente visionario e free-form.

Poi è stata la volta di Lost Coast, edito da Boring Machines in edizione vinilica assieme al DVD del documentario che dà il titolo all’intero lavoro e opera di M.A. Littler. Come il cuore tematico del film è incentrato sull’abbandono della dimensione urbana e sul perdersi in uno svelamento continuo prossimo alla natura più o meno incontaminata e più o meno perduta (le coste più selvagge a nord della California), il disco volteggia su effluvi cinematografici senza mai perdere una stilla in potenza evocativa e forza caratteristica del trio + n. Dopotutto, come recita una delle poche didascalie del film, “l’esistenza non ha una trama”, e così Lost Coast scivola via tra flutti di suono che appartengono alla sintassi della Squadra, solo esposti in modalità ancor più espansa e dilatata, spesso oscura e selvaggia, come si addice ad una narrazione oppositiva uomo versus natura – con il primo che sembra soccombere, ma non è questo l’importante.

Infine il monolite Altri Occhi Ci Guardano, doppio vinile color oro e CD per Macina Dischi e Sound Of Cobra, per un lavoro tanto ampio (senza mai risultare ingombrante) quanto portatore di input, suggestioni e suggerimenti non solo sonori, ma anche legati a quell’immaginario esoterico/fantascientifico che ha sempre permeato le musiche della Squadra Omega. Un doppio vinile che si fa summa dell’Omega pensiero, in cui motorik krauto, jazz-rock sui generis, psichedelia hard, kosmische freak, svisate etno-prog creano e disfano mondi distanti, percezioni aliene, visioni da terzo occhio che trovano una loro naturale quadratura del cerchio. Dilatando la visione, aprendo un terzo occhio musicale, la Squadra trova la quadra e si pone come oggetto del desiderio del jazzofilo avventuroso come del “fattone” psichedelico: roba che non capita tutti i giorni, almeno dalle nostre parti. Per i primi due dischi, un 7.3 abbondante; per Altri Occhi Ci Guardano, un 7.8 pienissimo che lo spedisce di diritto nella top ten di fine anno.

21 Dicembre 2015
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