Recensioni

7.5

Se avete mai assistito a un live degli Starfuckers sapete cosa aspettarvi da questo The Eternal Soundcheck. Ma se avete partecipato a un qualsiasi live degli Starfuckers non saprete cosa aspettarvi da questo The Eternal Soundcheck, perché esso non è il documento di un live come tanti, bensì di un esperimento che il trio Bertacchini, Giannini, Bocci mise in atto il 9 aprile del 1999 al fu Link bolognese. Ovvero, “suonare” un concerto di sei ore “senza avere alcuna idea sul da farsi”. Probabilmente neanche come registrare un live, ma forse sarebbe meglio chiamarlo happening più che concerto, dato che delle 6 ore totali, per una serie di problemi tecnici, non sono sopravvissuti che i 40 minuti che ora compongono questo TES e che il trio mette a disposizione senza nessun tipo di intervento ex post. A dimostrazione di una integrità che fa sì che il suono sia ciò che è, senza aggiustamenti, senza rimedi, senza nessun tipo di aiuto. Cosa che, volendo forzarla sul metaforico, rende appieno l’essenza della band che, parere personale, più ha rappresentato la sperimentazione d’ambito latamente rock in Italia.

Vuoti, quindi; assenze/presenze di suoni e parole fantasmatiche, roba che si raggruma e sgretola nel giro di un secondo, perché la musica degli Starfuckers, soprattutto “questa” musica degli Starfuckers, è roba fatta per durare, quindi non dura, se cogliete l’apparente paradosso. Si fa nel mentre, si crea mentre è già in dissoluzione perché è un continuo lavoro dissettivo sul suono rock, via via sempre più evanescente e impalpabile. Ha senso dire che sul lato A si trovano Colei con cui, Mutilati e 33 Zero e sul lato opposto 251. Infinito se solo i testi hanno resistito alla risemantizzazione del suono sul palco? Ha senso, perché questa continua ricombinazione di parole e frasi, monche e spezzate, è esattamente speculare al suono Starfuckers, la più perfetta e finita macchina da rivisitazione e riorientamento del rock in Italia.

TES in definitiva è una testimonianza, uno stralcio di testimonianza, un frammento sonoro di un momento incatturabile e probabilmente per questo non catturato. Come se gli dei della registrazione avessero capito che l’esperienza Starfuckers è un ready-made da cogliere al momento, perché il momento dopo è già altro, è già alterità totale. Se non si fosse capito, 1) si rosica tantissimo per non aver partecipato a quel momento, 2) lunga vita agli Starfuckers, qui e ora, mai e altrove.

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