• Apr
    06
    2015

Album

Sound Of Cobra, Tannen Records

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Blind Sun New Century Christology contiene, nel fortemente simbolico titolo e in nuce, molti degli elementi fondanti della poetica di Stefano Pilia. «Cecità, come quella dei “visionari” bluesman originari e di chi “perde gli occhi per vedere meglio”. Sole, come coacervo di simbologie pagane e cristiane e generatore di vita ma anche elemento potente capace di rendere ciechi. Il nuovo secolo, confuso hic et nunc di fronte al quale se non si è ciechi, si è per lo meno miopi o strabici. La cristologia come possibilità di indagine sull’aspetto metafisico e trascendente dell’esistenza», recita puntuale la press. A questi vanno aggiunti la capacità di muoversi a tutto tondo in un panorama musicale vivo e vegeto con una ampiezza di tavolozza da far invidia – cosa testimoniata anche dallo stuolo di amici, prima ancora che collaboratori, che partecipano al disco – e l’alternanza tra le anime che da sempre contraddistinguono l’operato di Pilia: l’acustica e la tradizione, da una parte; l’elettrica e l’avanguardia, dall’altra. Mai come ora poste sullo stesso identico piano e mai come ora suonate con una naturalezza, e insieme una profondità, sconcertante.

Che sia una splendida resa della Dark Was The Night, Cold Was The Ground di Blind Willy Johnson o lo stridìo avant di Blind Sun, l’astrazione elettrostatica di Little Ada o il blues catatonico di Golgotha Chameleon (“la posizione del crocifisso che muore lentamente per asfissia” reso realisticamente per sola chitarra), le scheletriche e a-metriche sovrapposizioni di linee di chitarra di Children Ghost (quattro o cinque linee di chitarra registrate alla cieca su una idea di melodia e sovrapposte quasi in toto), la cover strumentale della What Are They Doing In Heaven Today di Washington Phillips o il crescendo vertiginoso di Getsemanhi Cricket Night Air (da lamento di chitarra giocattolo a Z’ev in overdrive in cinque minuti), si avverte sempre una coesione difficilmente riscontrabile in opere apparentemente così eterogenee. Segno che la cifra stilistica di Pilia è ormai giunta ad un livello di eccellenza formale, pregnanza simbolica e appassionata emotività tale da rendere difficile immaginare anche un solo passo oltre.

10 Maggio 2015
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