Recensioni

6.3

È con immenso piacere che riascoltiamo la voce da ninfa di Tessa Murray, finalmente capace di librarsi limpida e di scoprirsi chanteuse ammaliante e versatile. Poco più di un anno fa quello degli Still Corners era un sound diafano, immortalato in frame cinematografici.

Di fatto il duo si accodava a quel trend di suggestioni gotiche, portato a compimento da gente come Cat’s Eyes ed Esben & The Witch. Ascoltando ora l’opener The Trip e il modo in cui incrocia loop electro e lievi tocchi di chitarra acustica, sembra trascorsa un’era geologica. In realtà, con furbizia sospetta i nostri hanno saputo fiutare ancora una volta il vento ed adattarsi alle tendenze del momento.

Greg Hughes ha sottoposto la sua creatura a una specie di “cura Chromatics” che le dona lucentezza, rende nitidi i contorni e la fa brillare di sgargianti colori electropop. Poco male, dunque, perché la nuova formula, oltre a rendere il sound della band più attuale, ne lascia intatto il candore melodico.

Si aggiunga che Strange Pleasures è una raccolta di canzoni più solida rispetto all’esordio. Sicuramente più coesa e misurata. Brani come Fireflies e All I Know evitano i voli pindarici e riescono a infondere quel calore dreamy di act come i Beach House, grazie a un uso misuratissimo dell’elettronica, rinunciando alle stratificazioni e prediligendo semplicità e melodia.

Quando l’eleganza della Murray si sposa al groove retrofuturista di Berlin Lovers il duo ottiene la quadratura del cerchio, infonde al brano la propria cifra stilistica e si stacca, per un momento, dai modelli di riferimento lasciando intravedere prospettive interessanti per il futuro.

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