Recensioni

TOP
7.3

Praticamente c’è voluta una congiuntura astrale per vedere il debutto sulla lunga distanza degli Storm{O}. Nove anni di gestazione (la band nasce nel 2005), nove etichette a coprodurre il disco, un tipetto come Alan Douches al mastering già al soldo di Converge, Cannibale Corpse più un altro centinaio di gruppi, e un artwork d’artista curato da Luca Rento. Mancava solo il passaggio della cometa di Halley.

Scherzi a parte, Sospesi nel vuoto bruceremo in un attimo e il cerchio sarà chiuso è un lavoro pienamente maturo, un possibile punto di riferimento in una scena post-hc nostrana che di questi tempi sta riscoprendo una certa vivacità (vedi Lantern o Marnero). L’idea è riannodare le fila dell’hardcore in due semplici mosse: punto primo e fondamentale, ritrovare l’isteria dei Converge, vomitare i riff di Kurt Ballou e restituire quella fisicità da sempre centrale nell’hardcore tutto. Punto secondo, innestare lo screamo/post- ’00 degli Envy  riducendo al minimo gli orpelli, le partiture post rock (l’incipit evocativo di In volo è un fuoco di paglia), il minutaggio dei singoli brani, per spingere ancora sull’accelleratore con partiture math frenetiche sempre pronte al cambio di passo.

Il risultato – come da titolo – manca di stabilità e di terra sotto i piedi. Si procede per spasmi, un susseguirsi di squarci violenti aperti e richiusi nel giro di pochi secondi – a dimostrazione che qui pesantezza e frenesia convivono benissimo – più intermezzi in cui prendono il sopravvento le angoscie emo, come in Perché la bambina cade. Per la cronaca, l’emo è del tipo tempo ed attimi mi scivolano tra le mani, cerco di afferrarli, stringo la presa. Sono come carta vetrata ed ottengo solo cicatrici e tendini sempre più evidenti. Continuate a chiedermi di far parte di qualcosa, l’intera mia vita il manifesto del vostro fallimento. Roba che sarebbe piaciuta anche ai Flipper.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette