Recensioni

5.8

Strano ma vero, da due band che hanno fatto di un approccio altro al metal il loro punto di forza esce un disco proprio come te lo aspetti, niente di più e niente di meno. Questo è il problema di fondo di Terrestrials. Perché il livello qualitativo rimane buono ed è naturale che sia così visti i protagonisti, ma la somma delle parti non produce alcuna novità di rilievo. Ci si ritrova nei landscape infreddoliti di sempre, a constatare dove la traiettoria sia un po’ più Sunn O))) e dove invece sia un po’ più Ulver, tra le variazioni ambient doom dei primi e l’orchestrazione stile Messe I.X – VI.X dei secondi. E in questo rimpallo si perde la missione di Terrestrials, perché se la meta era quella di ricostruire intimità e – ovviamente – desolazione, il risultato scorre invece con la stessa indifferenza che si ritrova nell’artwork del disco, senza mai raggiungere quella scintilla in grado di dare un senso compiuto all’operazione.

Più scorrono queste tre tracce, più si ha la sensazione di essere davanti a un lavoro docile, buono per ingrossare le fila delle rispettive discografie (come se ce ne fosse bisogno…) e svolto con il mestiere di chi sa come accontentare il proprio pubblico. Detta in altri termini: un po’ poco.

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