• ott
    01
    2010

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Secretly Canadian

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Da bravi figli dell'età dell'onniscienza, i Suuns da Montreal esordiscono proponendo un linguaggio composito, per il quale la calligrafia è questione di ingredienti e dosaggio, tutto un riarticolare forme, modi e mood che significa anche – soprattutto – innescare riverberi spazio-temporali. Nello specifico, Zeroes QC mette in fila una scaletta a base di kraut e post wave, electro-dark e art-rock, scomodando con acume memorie Clinic, Wire, Suicide, Can, più una spolverata di Chrome e persino un pizzico di Polvo. Motoristici o semplicemente seriali, atmosferici e insidiosi, eclettici fin sull'orlo dello sconcerto, i quattro canadesi risultano divertenti da ascoltare. Ogni traccia nasconde una sorpresa, come se a scozzare le carte fosse il caos ma col raziocinio che gli punta la pistola alla schiena.

Va a finire che l'ambaradan funziona. Malgrado la velocità, gli scambi a tradimento e le pendenze a scapaccione, non avverti neanche per un attimo il rischio di deragliare. Anzi, c'è come un senso di coerenza lucida. Tutto ciò presuppone una capacità di calcolo da post-nerd del rock che affascinano più per la loro natura di fenomeni contemporanei che non per quello che sono o saranno in grado di esprimere.

12 Ottobre 2010
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