• Set
    01
    2010

Album

Young God

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Michael Gira aveva voglia di provare di nuovo quel taglio di chitarra e quel senso così marziale e primitvo di essere “heavy”. Era stato molto chiaro quando un paio di anni fa ci disse che aveva voglia ancora una volta di suonare “pesante”. Gli Swans come trademark quindi. Tanto ieri quanto oggi,che se ne dissotterra il cadavere con un disco, una compagine, un tour nuovo e un risultato ancora una volta diverso da tutto quello che c’è stato in precedenza. In questo senso, l’ultimo parto degli Angels Of Light, We Are Him, era già programmaticamente coordinato su quest’idea, quella cioè di reinventarsi di nuovo una ferocia, un’aggressività, un ruggito di chitarra nero antracite. Non un ritorno alle origini però. Niente catastrofi come in Filth e Cop, quanto una sapiente miscela di tutto quanto è venuto dopo Children Of God, fino alla chiusura avantgarde delle colonne sonore per chiechi.

Che alla fine il prodotto finale della reunion suoni come un perfetto ibrido tra Swans e Angels Of Light dice molto sulle capacità attuali di questo “grande vecchio”.  My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky ne esce fuori  con un generale senso di incompiutezza, come se si girasse sempre intorno ad un’idea senza mai centrarla in pieno. Alla fine tanto il suono, quanto la struttura dei brani ne risente, ma tutto viene salvato in calcio d’angolo, perché si avverte lontano un miglio che ci si trova nelle mani di un professionista. Uno che l’ha sempre saputa lunga e anche questa volta si era parato alla grande, mettendo le mani avanti mentre dichiarava che i nostalgici dei bei tempi andati sarebbero stati delusi, perché qui nessuna operazione amarcord avera ragion d’essere. E alla fine, anche nella line-up, questi nuovi Swans targati anni zero, hanno davvero poco da spartire con quelli di ieri. Solo Norman Westberg e Christoph Hahn possono dirsi ex-membri a tutti gli effetti, mentre il resto viene dagli Angels Of Light: Phil Puleo, Thor Harris e Chris Pravdica già in Flux Information Sciences.

Si capisce quindi come il disco suoni come un torrente guadato per metà, senza troppa convinzione, ma con qualche slancio, qui e li, della vecchia energià. L’apertura tre le campane di No Words / No Thoughts restituisce subito un’aria da tardi Swans, con  la chitarra di Westberg  che riporta indietro le lancette a The Great Annihilator.  Il canovaccio del lavoro si evolve quindi in maniera abbastanza prevedibile. Da un lato i brani “heavy rock”, spesso innestati, come quasi tutti, su solide spalle bluesy. E’ il caso delle tracce più in odore di Swans, come My Birth, la marcetta apocalittica di Inside Madelaine o la marziale Eden Prison. L’altro corpus di brani è invece completamente legato agli Angels Of Light: Reeling The Liars In, Jim, Little Mouth, ballad tese e introverse. L’eccezione di You Fucking People Make Me Sick, che vede un inacidito Devendra Banhart in veste di hobbit sotto acido, cerca di allinearsi alle costruzioni astratte di Soundtrack For The Blind, ma il risultato è davvero pessimo e sconclusionato. Alla fine un disco che non aggiunge nulla, né a noi, né a Michael Gira che però, d’altro canto, vedrà bene di far fruttare di nuovo il nome Swans con il nuovo tour mondiale.

19 Settembre 2010
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album

Swans

My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky

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