Recensioni

C’è chi si entusiasma e si rincuora ad ascoltare il già sentito, forse per un malcelato bisogno di conferme, per rifuggire quella vaga forma di inquietudine che proviene dall’affrontare il nuovo e il diverso. C’è chi invece cerca sempre una sfida nell’ascolto, pur nella consapevolezza che nessuno s’inventa mai niente, che il nuovo e il diverso sono concetti relativi e labili, ma nella convinzione che esistano precisi e inequivocabili fattori in grado di determinare una rilevante differenza tra ciò che vale e ciò che appare prescindibile.
Questo terzo lavoro degli Swearin’, dopo i due modesti antefatti, ha purtroppo in sé tutti i connotati del disco prescindibile, e a tratti persino brutto. Dopo ben cinque anni dall’ultimo Surfing Strange, che pure conteneva in sé qualcosa di buono e promesse in potenza, ci si aspettava un ritorno con ben più sostanza, carattere e risolutezza; un disco più consapevole e centrato, con una più precisa messa a fuoco stilistica e interpretativa. Invece, Fall Into the Sun ti fa fare da subito un elenco mentale di tutto ciò che ti ricorda, e di cui appare una pallidissima e neanche troppo convinta riproduzione. Riecheggiano alternativamente Kim Deal (ai limiti del plagio), Alison Mosshart e persino una vaga Liz Phair quando la voce è quella di Allison; va peggio quando a cantare è Kyle Gilbride, una specie di Thurston Moore andato a male, che conferisce ai (troppi) brani che interpreta (ben cinque su undici, puntualmente i più flosci) un’impostazione vagamente emo e una deriva pericolosamente dilettantistica (in Stabilize è totalmente fuori tono, e nemmeno in un modo punk).
Disgraziatamente l’operazione potenzialmente semplice di confezionare un disco garage-punk facile facile, senza troppe pretese (proseguendo la linea tracciata da brani come Big Change, Grow into a Ghost o Margaret), si arena tristemente: le idee non sono chiare, le scopiazzature troppe, e sopra ogni cosa appare infelice l’alternanza dei due vocalist, che si avvicendano in registri e stili diversissimi, contribuendo ad accrescere la confusione e il disorientamento di chi ascolta. Più che una caduta nel sole, sembra una caduta e basta.
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