• ott
    01
    2012

Album

Modular

Add to Flipboard Magazine.

Lonerism dei Tame Impala, ovvero uno dei ritorni più attesi dell'anno: il debutto Innerspeaker fu apprezzato quasi unanimemente da critica e pubblico tanto da raggiungere la top5 in Australia… che per farvi capire è un po' come se in Italia l'esordio dei Drink To Me fosse entrato in classifica tra una Pausini e un Ramazzotti.

La differenza la si fa al secondo disco, e i Tame Impala non volevano di certo fare la fine di decine di band (spesso NME-oriented, ultimi in ordine di tempo The Vaccines e Two Door Cinema Club) incapaci di confermarsi. La realizzazione di Lonerism è iniziata due anni fa, appena uscito Innerspeaker e poi sviluppato all'interno di un percorso travagliato e spesso solitario: Kevin Parker ha infatti scritto parte del disco in isolamento nel suo studio trovando anche il modo – oltre che di perdere e poi ritrovare le prime registrazioni – di dedicarsi alla realizzazione di canzoni mainstream pop, una vera fissa.

Nonostante una copertina – nuovamente affidata a Leif Podhajsky – meno d'impatto e meno trip-oriented rispetto a quella Innerspeaker, Lonerism è la quintessenza della psichedelia. Parker, esagerando come al solito, ha spiegato che l'intenzione era realizzare un disco da un lato sperimentale e freak a livelli estremi ma contemporaneamente pop quanto Britney Spears. Fortunatamente alla fine si è deciso di escludere i brani più dozzinali.

In Apocalypse Dream fino al terzo minuto si balla psichedelia sixties vagamente Beatlesiana, poi succede qualcosa, come in un vorticoso Inception-dream si passa al livello successivo del sogno: è il momento di lasciarsi abbandonare completamente al flusso lisergico ed iniziare a volare attendendo la fine (non per nulla è stata scritta dopo la visione di Melancholia di Lars von Trier). Elephant è il pezzo con le caratteristiche maggiormente rock (Sabbath + riff iperclassico, ma comunque contaminato da acide stoner-stregonerie), Keep On Lying si riempe di schiamazzi e risate (viene da pensare alle persone ritratte in copertina) mentre Be Above It si sostiene su tribalismi incalzanti. E' psichedelizzazione del pop, più che poppizzazione della psichedelia.

I Tame Impala sono maestri nel riadattare la psichedelia late '60/early '70 e renderla vivida nei nostri giorni, impastando space-synths, frattali cosmici e neverending-spirals, utilizzando qualsiasi trucco – i giochi d'equalizzazione left-right e effettistica di varia estrazione – per far viaggiare l'ascoltatore. Ci riescono, forse più di chiunque altro.

30 Settembre 2012
Leggi tutto
Precedente
Propagandhi – Failed States Propagandhi – Failed States
Successivo
Daphni – Jiaolong Daphni – Jiaolong

album

artista

Altre notizie suggerite