Recensioni

6.8

L’una (la portlandina Mirah) puledro folk di scuderia K Recs, l’altra (Thao Nguyen) astro assodato della Kill Rock Stars. In mezzo, o forse sopra le parti, la compartecipazione nella stanza dei controlli dell’esuberante Merrill Garbus (aka Tune-Yards). C’è una sommatoria degna di nota, nell’uscita self-titled di Thao&Mirah.

L’output è leggero ma sofisticato. Sono certosini i tocchi che danno forma e sostanza ai tanti piccoli scrigni indie-pop (Folks), sono tradizionali – e forse meno imprescindibili – i richiami alla tradizione del cantautorato indie femminile, da Cat Power a PJ Harvey (Space Out Orbit). Si sentono anche gli ultimi due lustri di elettropop alla The Blow (Eleven, How dare You). Ciò su cui le due eccellono è la variazione/variabilità espressa nelle potenzialità esecutive, specie su temi percussivi. Una molteplicità che convince quando l’arrangiamento attraversa i generi fino a diventare mutante, in pieno stile NYC, in Rubies And Rocks.

A uno sguardo d’insieme, l’approccio è abbastanza chiaro: si parte con una linea melodica e un arpeggio, che poi è scomposta, aggiungendo movimento e anima collettiva ‘00, sempre e comunque all’interno di un universo pop (Little Cup). Non c’è – o non si vede – un discorso sulla coesione, una mission, per così dire, ossia ciò che generalmente sta dietro alla nascita di una band. Thao & Mirah è oggi niente più che un “progetto” – fra l’altro, commercialmente parlando, giustificato da una motivazione di raccolta fondi a sostegno di Air Traffic Control, organizzazione a supporto di musicisti indie.

Così accogliamo Thao & Mirah tra i nostri dischi. Senza eccessivo entusiasmo ma neanche con noia indotta. Di certo c’è intesa, complementarietà (anche corale: niente male l’operazione di sottrazione, ripetizione e cacofonia di Likeable Man) senza accenno di un conflitto tra comprimarie. E quindi la porta al sophomore rimane aperta.

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