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Cresciute nel super conservatore stato dello Utah, le Aces, dopo anni trascorsi a fare la gavetta in giro nei locali del circondario, hanno deciso di fare il salto di qualità pubblicando prima l’EP I Don’t Like Being Honest e successivamente l’esordio When My Heart Felt Volcanic. Prendendo ispirazione dalla vittoria di Lorde ai Grammy Awards di qualche anno fa, il quartetto tutto al femminile ha voluto trasformare quello che sembrava essere soltanto un hobby in una vera e propria carriera musicale all’insegna di un revival 9os che incrocia sigle e pop altezza Dawson’s Creek con le chitarrine soft rock riportate in auge dalle Haim. Fatta eccezione per le tre tracce iniziali (la catchy Volcanic Love, una sincopata Stuck e la spensierata Fake Nice), il disco scivola via senza lasciare particolari tracce lungo i binari del mainstream (strofa, ritornello, chitarrine e groove, produzione radiofonica) tentando di unire stereotipi millennial («We could paint our love all over town / Watch it go viral» cantano in Lovin’ is Bible) a innocue ballad alla Paula Cole (Hurricane).

In definitiva, When My Heart Felt Volcanic suona come una versione sbiadita ed infantile del pop (leggero sì ma autoriale) del celebre trio formato da Alana, Danielle e Este o delle Muna, band che con le Aces condivide la formazione tutta al femminile ma non la qualità (basti ascoltare Just Like That per rendersene conto). Lorde aveva giusto 17 anni quando compose Pure Heroine, le quattro dello Utah battono sopra i venti e semplicemente non sanno scrivere canzoni memorabili, anzi, a dirla tutta pare ambiscano (loro o chi per loro) alla composizione di provini per una ideale campagna primavera estate targata H&M. Ci riescono eh, come ci riuscirebbero session men scafati in pausa caffé. Un prodottino da saldi di fine stagione insomma.

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