Recensioni

6.8

È esattamente quello che sigla e titolo lasciano intendere. L’unione insana di due folli musicisti, liberi e in grado di muoversi autonomamente ma sempre lasciando ben impressa la propria orma (non solo sonora), porta ad un monolite di “cosmiche” follie che parte da una musica terrena e materica per diffondersi nello spazio più profondo e giungere fino al monolite di Phobos, il satellite di Marte che dà il titolo al tutto.

I protagonisti non hanno sicuramente bisogno di presentazioni, né il Primus Les Claypool, né tantomeno Sean Lennon, ammirato dal primo e coinvolto nel progetto – insieme a Money Mark di beastieboysiana memoria e Paul Baldi alla batteria – dopo un tour condiviso: il risultato di questa unione riprende le dinamiche schizoidi e mobili – ovviamente, verrebbe da dire – dei Primus, ma le innerva e dilata con un bel tocco di psichedelia molto seventies e pure parecchio “cosmica”, non come risultato, ma come approccio (le discussioni dei due su Phobos e Buzz Aldrin sarebbero state centrali nell’elaborazione del disco), una bella dose di prog-rock di quello ben articolato, dinamico e mai tronfio e un approccio muscolare e groovey – quando c’è di mezzo il basso di mr. Claypool ci si meraviglierebbe del contrario – al rock più sghembo possibile, sempre pronto a non prendersi troppo sul serio.

Ottimi brani e notevoli intuizioni disseminate qua e là da due che non si sono mai fatti parlar dietro per un approccio troppo ortodosso, come una bellissima e quieta Boomerang Baby che sembra quasi tornare indietro fino ai Pink Floyd di Barrett, come l’anarchico procedere in modalità filastrocca arty di Mr. Wright, la cavalcata primusiana della title track o le ottime intuizioni prog/space-rock di Cricket And The Genie. Paradossalmente, visto il continuo spostare l’asse compositivo del duo/quartetto, una certa omogeneità di fondo sembra pesare come un macigno, rendendo Monolith Of Phobos un disco complesso e vario ma anche difficile da seguire fino in fondo con la stessa attenzione. Poi, insomma, i due non li scopriamo oggi e sappiamo di che pasta sono fatti.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette