• Mag
    01
    2012

Album

Wichita Recordings

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Il primo album (The Cribs, 2004) prodotto da quel avant-glam egomaniaco di Bobby Conn tra Londra e Chicago a cavalcare il revival wave di inizio 00s; il secondo, The New Fellas, con l'idolo post-punk Edwyn Collins, co-producer assieme alla band, all'insegna degli Orange Juice. Da lì in poi il successo commerciale, la critica inglese in brodo di giuggiole, i grandi festival del Regno ad aprire le porte e stardom indie a corredo (è Stephen Malkmus a presentare a Gary Jarman la futura moglie Joanna Bolme). Un Men's Needs, Women's Needs, Whatever con Alex Kapranos (Franz Ferdinand) a produrre l'album che a quel punto – è il 2007 – non può più suonare lo fi. Andy Wallace (Nirvana, Foo Fighters) a curare il missaggio e guest Lee Renaldo (Sonic Youth). L'hit single Men's Needs che fa 7 milioni di contatti su Youtube e i riformati The Sex Pistols che li vogliono con loro alla tre notti del Brixton Academy per l'anniversario di Never Mind the Bollocks. Ancora cascate di premi, partendo dagli NME Awards dove la band suona nel 2008 con l'ex Smiths Johonny Marr, nuovo membro acquisito. Marr entra in pianta stabile per il nuovo album, un Ignore the Ignorant (2009) che sfoggia un altro grande nome dietro ai bottoni, Nick Lunay. E' il primo lavoro ad entrare nella top10. Le nomination e best album of the year a seguire. Quindi Marr lascia e tocca al qui presente In the Belly of the Brazen Bull parare il colpo, sfornando innanzitutto l'ennesimo team di tecnici superstar: David Fridmann in produzione e Steve Albini a curare alcune tracce tra cui Chi-Town, canzone che al primo airplay viene suonata tre volte di fila lo scorso febbraio, con twitter che impazza.

L'opener Glitters Like Gold con attacco altezza Crooked Rain, il riffettone di Better Than Me, il remember del primo amore (gli Strokes) in Eat Me, i tiri urlati da pub band allo stadio Come On Be A No-One e Back To The Bolthole e i cambi di tempo (in spremuta '90 emo) di Jaded Youth fanno il loro dovere in un  nuovo album che punta dichiaratamente al cuore collage rock del revival 90s imperante. E da qui la scelta vincente di Fridmann che con i suoi i tocchi Pavement, Dinosaur Jr e i "suoi" Weezer e Flaming Lips – il calibrato mix tra melodia e feedback ripreso appunto da Pinkerton – contribuisce al confezionamento di un album d'inappuntabile freschezza.

La patina di generalismo pop rock che li accomuna tutt'ora a Kasabian e Maximo Park non scomoderà i die hard fan di The Horrors, Arctic Monkeys e Mystery Jets, ma forse per la prima volta i The Cribs azzeccano un album, comunque senza aver niente di veramente importante da dire né canzoni per cui valga la pena di morire. Anche questa è una conquista.

11 Maggio 2012
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