• Mar
    01
    2011

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Autoprodotto

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Bella sorpresa quella dei nostrani The Doormen, gruppo che dice la propria in campo wave rock, con una personalità ed una autorevolezza che non sapevamo essere di casa in Italia. E italiani i Doormen li sono per davvero, tanto da aprire il loro esordio con il brano Italy, uno schiaffo all'esterofilia che in bocca ad altri sarebbe suonata indulgente o retorica; loro invece lo ne fanno un'opener lirica e intensa sul modello dei migliori episodi dei primi Interpol.

Il paragone con il combo newyorkese, in verità, ritorna spesso nel corso dell'album, vuoi per lo stile del cantante Vincenzo Baruzzi, a tratti simile a quello di Paul Banks, vuoi per la progressione melodica di buona parte dei brani. Fortunatamente non di mera oleografia è fatto il loro esordio.

Brani come New Season hanno la loro peculiare cifra stilistica nelle sferzate garage, in un sound pugnace e senza posa che non si limita a seguire pedissequamente gli stilemi post punk, ma fa dell'indole schiettamente rock il proprio punto di forza.

L'ottimo lavoro chitarristico si fa apprezzare particolarmente in brani come 24 e Here Comes That Bitch la cui vena psichedelica e la cui portentosa epicità si riallaccia a quella degli ingiustamente dimenticati Chameleons.

20 Marzo 2011
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