Recensioni

6.5

Uno si chiede che senso mai potrà avere il …esimo album dei Fall – i meglio informati dicono che siamo al trentunesimo e ammettiamo candidamente di avere perso il conto. Poi però parte Venice With the Girls con il suo rock and roll sbilenco e nevrastenico, e non dico che si cambia idea, ma si applaude. Convinti anche. Il brano c’è, è vivace, ha un buon tiro ed è puro Fall.

In effetti Mark E. Smith su disco ribalta l’impressione un po’ fiacca avuta assistendo a un live di qualche anno fa: quella di un reduce stanco affiancato da comprimari. In studio con una formazione stabile da qualche tempo, un fatto insolito nella lunga carriera, il vecchio misantropo linguacciuto del post-punk inglese si fa ancora rispettare.

Non che per il resto ci sia da gridare al miracolo di fronte all’ennesimo parto di una band che le sue coordinate ormai le ha fissate da tempo e a questo punto le ha proprio cristallizzate in una forma che è l’elogio della ripetizione (dal titolo di un loro vecchio classico, Repetition). Anche se i contenuti sono aggiornati (Fibre Book Troll e Quit iPhone), lo spirito caparbio e graffiante della creatura di Smith trasuda dalle tastiere che sfrigolano e dalle chitarre che gracchiano alla loro maniera, dai climax lineari di Auto Chip 2014-2016 e dal groove pigro e acido di Pledge!… in ogni caso, sempre in un rock minimalista, satirico, dal piglio beeefheartkrautesco. Già sentito sicuramente, e che si fa ancora ascoltare, concedendosi pure qualche guizzo di quelli buoni.

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