Recensioni

Il complimento più sincero che mi sento di fare ai Get Up Kids è che non suonano affatto come li ricordavo. Il reunion album della band che più di ogni altra ha definito i confini del genere più vituperato dell'ultimo decennio, non poteva scottarsi al principio del "rompete le righe" che ha caratterizzato più o meno tutti i campioni dell'emocore.
Basta questo a salvare la baracca? Ovviamente no. Melodie svenevoli e dilemmi da geek sono sempre dietro l'angolo; nel loro caso, poi, non si limitano fungere da mere coordinate estetiche, ma costituiscono la natura più intima di un modo (stucchevole) di intendere la musica. In questo senso, There Are Rules le prova un pò tutte per cercare nuove strade.
I Get Up Kids tirati a lucido funzionano quando recuperano l'urgenza di un guitar pop punkizzato, diretto e potente, con brani che non fanno in tempo ad avvilupparsi in un melodismo di maniera. Peccato che da un gruppo che esce da sei anni di iato, sarebbe stato lecito aspettarsi un maggiore scarto rispetto alla sua produzione più recente.
Dal canto loro, i cinque provano a traghettare il disco dalle parti di un pop moderno e maturo, ma è qui che falliscono miseramente l'obbiettivo: quando seppelliscono la maggior parte dei brani fra posticce stratificazioni electro e arrangiamenti wave, o cercano soluzioni arty per colorare i soliti turgori giovanilistici. Certamente un'occasione persa, ma d'altra parte "ci sono regole" a cui è difficile sottrarsi.
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