Recensioni

6.8

Ci sbaglieremo, ma dietro l’aspetto stiloso e il sound Strokes-oriented dei romani The Giornalisti potrebbe nascondersi altro. E’ come se la formazione di Tommaso Paradiso, Marco Primavera, Marco Antonio Musella ed Emanuele Guidoboni avesse scelto consapevolmente la via di fuga più facile, senza accorgersi che invece i dieci brani di questo Vol. 1 avrebbero avuto la caratura per meritare un trattamento diverso. Ce lo suggeriscono certi testi misto di immediatezza, quotidianità ma anche brillanti intuizioni e una scrittura ricca di citazioni scollegate dall’estetica di riferimento. Materiale che si posiziona decisamente su un altro livello rispetto a produzioni analoghe per stile e attitudine.

Alla fine non si tratta solo di canzonette, anche se chi suona sembra far di tutto per farle passare come tali. Rischiando così di catalizzare  l’attenzione di un pubblico che forse non le apprezzerà fino in fondo, rapito invece dagli aspetti più glamour ed esteticamente riconoscibili di una formula che banalizza (un po’ come fa la bic in copertina) le buone cose contenute in questo esordio. Tra queste il DNA melodico nostrano rubato agli anni Cinquanta già de I Cosi in E allora viva! o Il Marinaio, le cadenze western sdoganate dagli ultimi Baustelle di La mano sinistra del Diavolo, l’Ivan Graziani traviato dai Libertines di E menomale e in generale un’anima autoriale nascosta tra batterie sincopate e chitarrine stropicciate.

C’è di rallegrarsi, insomma, ma anche di che riflettere. L’impressione comunque è che da queste parti possa accadere qualcosa di importante.

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