• ott
    01
    2005

Album

Memphis Industries

Add to Flipboard Magazine.

Non sarà quindi difficile immaginare per Thunder, Lighting, Strike (a cui sono state aggiunte un paio di tracce uscite in precedenza in versione ep) e i Go! Team una calorosa accoglienza da quelle parti, visto che di Brighton (la città natale) e delle radici inglesi i ragazzi non conservano nulla, se non la capacità di mischiare le carte del pop come incalliti e navigati bari, mostrando spesso a fine partita una scala reale o un poker.

Il loro sound ha infatti l’odore dolciastro dei chioschi di ciambelle al burro agli angoli delle strade suburbane d’America, che s’infila prepotente nelle narici ad ogni passo, con il vento che taglia il viso e un tiepido sole che sembra prendere bonariamente in giro (Friendship Update). Ha la frenesia di un inseguimento in macchina a sirene spiegate, di quelli che si vedevano nei serial polizieschi di fine Settanta, dove uno sbuffo d’aria calda sotterranea può rivelarsi una manna dal cielo per annebbiare la visuale della legge alle calcagne e filarsela, facendola franca per l’ennesima volta (Panther Dash). Ha l’ilarità dell’infanzia/adolescenza, tra un salto con la corda a suon di filastrocche, giù, in strada (Huddle Information), e un telefilm in tv nella pausa merenda (Feelgood By Numbers; stessa propensione degli Architecture In Helsinki e stesso numero cospicuo di persone). Di certo non si può dire che sia un immaginario very british quello proposto dai sei ragazzi (maschi e femmine al cinquanta percento), con l’euforica accozzaglia di stili, generi e umori rimescolati in un profilo lo-fi che sfiora quasi l’autoproduzione su cassetta. Finanche esagerato può sembrare l’accostamento di un sitar di Bollywood con cori funkeggianti, sampler di gente festante, giochini Commodore 64 e hip hop vecchia scuola (una Ladyflash che ha più di qualcosa in comune con i Cornershop). Eppure non è facile resistere ad un paio di pezzi da novanta come The Power Is On (cheerleader in campo, hands clapping d’accompagnamento, fiati briosi, batteria scalpitante) e Junior Kickstart (armonica western morriconiana, ottoni squillanti e sezione ritmica da arresto cardiaco), entrambi conditi da incursioni chitarristiche Sonic Youth.

Un caos clamoroso e continuo, che forse non tutti riescono a sopportare, ma d’altronde è anche il segno tangibile di quel meltin’ pot culturale che gli stessi Go! Team rappresentano. Come una sorta di Famiglia Bradford inglese. E si sa, per stare dietro all’esuberanza di una prole così numerosa ci vuole fiato e pazienza. Per chi ha invece nervi fragili, consigliamo di lasciarla ai nonni di tanto in tanto, per imparare a godersi – a piccole dosi – il vivace impeto.

1 ottobre 2005
Leggi tutto
Precedente
Broken Spindles – Inside/Absent Broken Spindles – Inside/Absent
Successivo
Dan Curtis – Trilogy Of Terror Dan Curtis – Trilogy Of Terror

album

artista

Altre notizie suggerite