• Apr
    01
    2012

Album

Dualtone Records

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2012, si fa presto a dire che il macro-movimento più in vista sia quello relativo a tutto ciò che ruota attorno al dream pop. Nulla di più vero, per carità, ma allargando maggiormente lo sguardo, ci si accorge come folk-pop e derivati stiano avendo un momento di enorme visibilità, soprattutto negli USA.

Tra i fortunati abbiamo i The Lumineers, band proveniente da Denver e fortemente legata a quell'universo appartenente sì alla tradizione (mandolino, violoncello e piano) ma anche alle derive contemporanee maggiormente votate al pop.

Di base un trio, i The Lumineers debuttano quest'anno con l'omonimo album lanciato dal singolo – di discreto successo oltreoceano – Ho Hey, pieno zeppo di tutti i clichè di tendenza, compreso quel "hey!" cowboyesco che abbiamo sentito sia in Edward Sharpe and the Magnetic Zeros che Of Monster and Men.

Altrove sono i Fleet Foxes e, a turno, gli The Head And The Heart e i Mumford & Sons, i riferimenti più evidenti, anche se in alcuni passaggi il cantante Wesley Schultz viaggia su binari Dylaniani (e quindi Tallest Man on Earth). Brani sufficientemente ispirati (Morning Song), con alcune vette emozionali come la corale Charlie Boy, con quella melodia che può ricordare una versione folk di Away Frm U degli Oberhofer.

Poco da rimproverare ai sagaci The Lumineers: il prodotto è ben impacchettato e non farà fatica a finire nelle collezioni dei fan del nuovo folk-pop, mancano però di idee proprie e soprattutto manca la capacità di distinguersi all'interno di una fetta di mercato sempre più satura e ormai fagocitata dal music business.

27 Luglio 2012
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