• Set
    27
    2019

Album

Concord, Collected Work

Add to Flipboard Magazine.

Di certezze ce ne sono poche, ma i New Pornographers sono come quel vino su cui puoi tranquillamente puntare quando sei in ritardo per un invito a cena e il supermercato sta per chiudere. Sai già com’è, non hai bisogno di scoprirlo eppure gustarlo è sempre un bel momento. I canadesi sono arrivati al loro ottavo disco, mica roba da poco, ma non ce la fanno ad accartocciarsi su loro stessi, guardando al passato. No, il loro sguardo è “retto all’avvenire”, con la piena consapevolezza del proprio passato e la convinzione che rinnovarsi sia la scintilla su cui strutturare fiammate di power pop che in In the Morse Code of Brake Lights assumono toni più cupi e aggressivi.

Andiamo per ordine. Domanda: come far coesistere melodia e strutture apparentemente semplici? Risposta: You’ll Need a New Backseat Driver e Falling Down the Stairs of Your Smile. Qualcuno ha definito questo album beatlesiano e chi scrive si trova perfettamente in accordo con questo punto di vista, basti prendere in considerazione gli archi in Colossus Of Rhodes o le progressioni armoniche di Opening Ceremony. Non solo, In the Morse Code of Brake Lights riesce anche nell’intento di stare sullo stesso livello del precedente Whiteout Conditions dal punto di vista qualitativo, pur prendendo strade diverse.

Tutto questo senza tralasciare l’humus su cui fiorisce l’essenza dei New Pornographers, ovvero l’enfasi posta sul collettivo e un senso per l’easy rock dietro cui si cela una grande maestria compositiva, un intreccio di riff, voci ed effetti che sono ormai tanto identitari quanto premesse fondamentali del buon pop. E ne avremmo tutti bisogno, soprattutto per capire che in vent’anni di carriera – un’eternità per certi artisti/cometa – si può anche perfezionare la propria identità senza ricorrere al compiacimento e rimanendo genuini. Discorso che potremmo applicare al buon Liam, con una produzione solista ben più a fuoco di quella dell’amato e odiato fratello maggiore. Forse è tutta questione di testa, come cantano i vancouveresi: “Good design takes you far”.

26 Settembre 2019
Leggi tutto
Precedente
R.E.M. – Monster
Successivo
L O S C I – Bubblespeed EP + CORE: Four Pieces About Love and Addiction

album

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

recensione

artista

Altre notizie suggerite