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8

L’album uscì in un 1980 agitato dal post punk e da una MTV in procinto di irrompere e di togliere alla radio il ruolo di mezzo privilegiato per la diffusione dei brani, vedi alla voce Video Killed The Radio Stars. Molto più del motivetto dei Buggles, i Rez carpirono il clima del decennio a venire, costruendo un mondo parallelo al mainstream con un disco di quaranta (cinquanta nell’uscita in cd del 1988) improbabili pop song. Il teorema che stava dietro all’album era semplice: togliere allo schema strofa-ritornello ogni ripetizione, così da ridurre le canzoni da tre a un minuto circa di durata ognuna. Quasi fossero uno spot, e infatti le si useranno come vere e proprie pubblicità di prodotti inesistenti da trasmette durante la seguitissima top 40 della KFRC. Uno spiacevole inconveniente per quelli di Billboard che al tempo si domandarono se si trattasse di arte o di banale commercio, posto che per ristabilire l’integrità di ogni canzone, sarebbe stato sufficiente (almeno stando a quanto si dice nelle note di copertina) ripetere ogni pezzo per tre volte.

Seguendo la filosofia del fantomatico guru Nicolas Senada (leggenda vuole sia Captain Beefheart sotto mentite spoglie), profeta dell’atrofizzazione del cervello causata dal consumismo e dai suoi mezzi di diffusione, il gruppo nacque con lo scopo di annichilire dall’interno la musica di consumo e i legami che questa aveva con la società di massa. Questo fece dei primi lavori dei Residents qualcosa di poco digeribile: l’esordio Meet The Residents, la desolazione di Not Available, la finta ricerca etnomusicologica di Eskimo sono un coacervo di voci aliene, suoni disarmonici e dissonanti, collage fatti di parti non collegate tra loro e bassissima fedeltà. Con Commercial Album i quattro agiscono per la prima volta dall’interno della musica pop, compiendo un’operazione che formalmente utilizza metodi atti a deturpare le logiche commerciali. Un’operazione infine ispirata al punk e al post-punk, di cui i Rez possono essere considerati a ragione gli zii.

Qui il suono folle residentiano diviene una musica virale, capace di creare melodie che ti si appiccicano addosso. Pur nell’ottica di un incedere strambo e disumano, com’è quello della filastrocca malvagia Simple Song o dell’inno punk storpiato Picnic Boy, della leggerezza indie pop di Amber o della fischiettante Love Leaks Out, dell’incedere industrial di Medicine Man o della languidezza da killer song di Moisture.

L’opera si estende al video con brevi clip a corredo, gli One Minute Movies, trasmessi in heavy rotation da una MTV che nei suoi primi anni di vita ha carenza cronica di materiale da mandare in onda. In quegli anni nuove band new wave che poco posto trovavano nella programmazione radio conservatrice degli Stati Uniti divennero protagoniste della nuova TV musicale, come ad esempio i Devo del video-manifesto devoluzionista Jocko Homo. Con loro tutta una serie di gruppi analoghi: Blondie, Cars, Madness, Human League, fino a quei Talking Heads la cui Once in a lifetime risultò uno dei pezzi più trasmessi nei primi anni Ottanta. Gli One Minute Movies racchiudono quell’estetica da B-movies 80’s che nel tempo penetrerà fino a Hollywood: i video di Moisture e Perfect Love sembrano citare Croneneberg, The simple song ha un apparato demoniaco, Act of being polite ha la potenza di un incubo bambinesco in bassissima definizione. Vere e proprie opere inserite non a caso nel New York Museum of Modern Art’s insieme agli altri primissimi video del gruppo (potete trovarli raccolti su Icky Flix Dvd)

Con Commercial album i Residents portano a compimento la decostruzione della musica di massa, coadiuvati da “musicisti in opposizione” come Chris Cutler e Fred Firth. E lo fanno con una maleodorante freschezza musicale che riesce nel miracoloso intento di fare di un suono sgradevolissimo una melodia da fischiettare sotto la doccia.

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