• Apr
    01
    2009

Album

Wallace Records

Add to Flipboard Magazine.

Non si può prescindere dagli antecedenti. È impossibile. Ché la musica di questo album è larvatamente memore di percorsi precedenti, di traiettorie ormai decennali tracciate su percorsi sconnessi e fuori mano. Xabier Iriondo (chitarra, mahai metak, taisho koto, electronics, ecc.) e Roberto Bertacchini (batteria ridotta all’osso e voce mesmerica) si rimanifestano in joint-venture dopo il cd 3” omonimo sempre su Wallace, col loro tentativo di esplorare l’avant-blues più spettrale e il rock più destrutturato e afasico.

Come se le parallele A Short Apnea e Sinistri avessero trovato un loro neanche troppo lontano punto di congiunzione. Un punto che fa tornare a galla, alla memoria di chi ha avuto modo di seguirli, non solo la frammentata dilatazione di A Short Apnea e il blues in eterno soundcheck dei Sinistri ma anche l’urlo primigenio degli Starfuckers al confine tra Brodo Di Cagne Strategico e Sinistri.

Il tempo…tra le nostre mani, scoppiaaaaaaaaaaaaa! però non vive di ricordi, né si culla su allori passati. È infatti un album di canzoni; storte, sghembe, monche, in alcuni casi; complete nella loro convulsa destrutturazione e addirittura cantate in altri. Più d’uno i picchi di eccellenza: Scoppia, aritmica ballad incendiaria e insurrezionale; Tempo, in continuo fluttuare impro tra vuoti passatisti e concreti e pieni in overdrive; Tuamare devastata da clangori post-industriali limitrofi a musiche estreme, o ancora la sinistra, tesa, sospesa Tra Le Nostre Mani, incudine e martello di un suono ancora molto avanti. Ma è il senso generale a lasciare a bocca aperta per la naturale coabitazione e congiunzione tra musica concreta e improvvisazione più o meno radicale, sapienza da blues anteguerra e rumorosità asincrona e disturbante.

Dicono di essere naufraghi nell’oceano del pop, rifugiati su di un’isola fuori dal tempo…ma a noi mai sembrò tanto dolce, il naufragar in questo mare.

1 Aprile 2009
Leggi tutto
Precedente
Massimo Volume at Teatro di Budrio, 28 febbraio 2009 Massimo Volume at Teatro di Budrio, 28 febbraio 2009
Successivo
Depeche Mode – Sounds Of The Universe Depeche Mode – Sounds Of The Universe

album

artista

Altre notizie suggerite