Recensioni

Ad ingrossare le fila dell’inarrestabile catalogo Captured Tracks, già artefice dei primi due singoli, arriva il full-length di debutto di questo oscuro progetto con base a San Francisco. Come prevedibile, Soft Moon rilancia sulla lunga distanza la proposta già anticipata nei solchi dei vinili corti, imbastendo una scaletta fluida e compatta in cui ritmiche metronomiche in perfetto stile kraut-wave reggono escoriazioni di chitarre muriatiche dallo spiccato retrogusto gaze e dense linee di basso di scuola dichiaratamente Factory.
Brani cantati (Breate The Fire, Dead Love) si alternano con scioltezza a diversi episodi strumentali (Parallels, Sewer Sickness) rendendo ancora più palese il senso complessivo di colonna sonora asettica e angolare, minimalista ed opaca proprio come le geometriche grafiche che campeggiano sulle copertine dei dischi.
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