Recensioni

7.5

Se non si conoscessero i soggetti coinvolti e i loro curriculum, si farebbe realmente fatica a credere che gli artefici di cotanta energia e potenza siano dei giovanotti di settanta anni abbondanti. Partiamo subito quindi sfatando uno dei più monumentali luoghi comuni della musica tutta: il rock’n’roll è roba da giovani. Sbagliato, il r’n’r non è una questione anagrafica, o ce l’hai urlante nelle vene o non ce l’hai: i Sonics, grazie al cielo, fanno parte della prima categoria. Rinvigoriti dalla partecipazione come autorevoli testimoni al documentario/serie Tv/bignami musicale Sonic Highways nella puntata su Seattle (e dove se no?), i Sonics tornano a pubblicare un disco dopo trentacinque anni (Sinderella è del 1980) e ben cinquanta (!) dalla ferocissima doppietta Here Are The Sonics e BoomPer sgomberare immediatamente il campo da ogni dubbio, le cinque decadi lontani dalle sale di incisione non hanno intaccato minimamente la scorza della brigata capitanata da Gerry Roslie (del nucleo originario sono presenti anche Larry Parypa e Rob Lin) e le dodici tracce di This Is The Sonics sono la migliore dimostrazione.

Veloce, spietata e rigorosamente in mono, la band di Tacoma distrugge in trenta minuti risicatissimi perplessità e reticenze, spedendo in punizione dietro la lavagna coetanei e nuove leve. Il trittico iniziale formato I Don’t Need No Doctor (quasi uno scongiuro vista l’età), Be a Woman e la fulminante Bad Betty è da cardiopalmo: terrore e distruzione. C’è anche spazio per le cover di You Can’t Judge a Book by the Cover di Willie Dixon e The Hard Way dei Kinks, un’altra band non proprio di primissimo pelo pronta a tornare in tour per i cinquant’anni di carriera.

I Sonics sono indubbiamente la prova scientifica dei wormhole, dato che ne hanno imboccato uno per arrivare ai giorni nostri non a salvare il pianeta ma per spettinarci con This is The Sonics, un bellissimo disco di rock’n’roll fatto con il cuore come non se ne sentivano da un pezzo, che diverte e non cala mai con gli ascolti… Alzi la mano chi aveva giudicato il libro dalla copertina e storto il naso al loro ritorno. Avevate decisamente torto.

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