• Apr
    01
    2012

Ristampa

1972

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Forse meglio delle ultime ristampe disponibili – quelle per Renascent, ormai introvabili – la reimmissione sul mercato dei primi due album della band londinese evidenzia la sensuale magrezza e l’essenzialità spuria del sound originario dei quattro. Nessuna bonus track, nessun orpello come capitava nelle suddette edizioni. Semplicemente due album fondamentali per comprendere gli sviluppi del post-punk inglese del tempo che fu.

Perché la musica dei Sound non aveva – e non ha di conseguenza, pure a distanza di un trentennio dal concepimento – bisogno di orpelli stilistici prima ancora che iconografici, per mostrarsi nella sua eleganza: romantica e emozionale, rigorosa e mai ridondante per quel che riguarda l’aspetto strumentale; pregna dell’introspettiva sensibilità del frontman Adrian Borland e di un lirismo che diremmo quasi decadente senza mai scivolare nel “maledettismo” d’accatto, sul versante letterario.

Più diretto e oscuro Jeopardy, primo passo targato 1980. Dall’anthem rigorosamente post-punk di I Can’t Escape From Myself – manifesto e insieme presagio di ciò che tristemente sarà – alla title track retta su una linea di basso che è l’essenza del funk in b/n, fino a Heartland, coup de theatre resistente al tempo, Hour Of Need, Heyday e praticamente ognuna delle undici gemme che compongono uno degli album manifesto del post-punk tutto.

From The Lions Mouth segue a ruota. Siamo nel 1981 e l’urgenza disossata e nervosa si scioglie in un lavoro più intenso, ora drammatico, ora romantico, nella sua perfetta limatura produttiva (opera di Hugh Jones) e nelle sue più meditate atmosfere. Già l’opener Winning segna il lieve distacco, perdendo in impatto frontale ma acquisendo in profondità struggente. Contact The Fact, Skeletons, la conclusiva, tambureggiante e oscuramente epica New Dark Age, l’estasi sofferente di Silent Air mantengono vivi i tratti dell’esordio ma si sciolgono in una visione più meditata e insieme, se possibile, più drammatizzata e, nel caso del frontman, veramente vissuta.

Senza sovrapporre ulteriori parole, lasciamo che sia la musica immortale a parlare per una band cui non si renderà mai il giusto tributo.

14 Maggio 2012
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