Recensioni

"I blip on a screen / You don't know me / I think about you / What you'll grow to be" (Bleep On A Screen). "Life isn't easy / You can't google the solutions" (Puzzled By People).
Mike Skinner ha tribolato fino alla fine sulla scaletta definitiva che doveva comporre il dark e futuristico Computer And Blues e del resto l’album crudo e diretto dalle basi sporche e cattive i fan lo avevano già ascoltato. Twitter Album, un bootleg che raccoglieva le pubblicazioni web (dal sito e da Twitter) di The Streets, era un lavoro coeso e qualitativamente già rifinito a sufficienza da essere definitivo, recensibile e quindi recensito, figlio di uno Skinner secco e senza fronzoli come aveva dichiarato, una ventata di freschezza dopo i buonismi al giro dei trenta di Everything Is Borrowed.
Sul contributo e la collaborazione di Robert Harvey, ex cantante degli sfigati The Music, avremmo fatto a meno sentiti ora i risultati (il pur simpatico singolo à la Aerosmith/Run Dmc Going Through Hell, le cheesy ballad Soldiers e We Can Never Be Friends) e di 'computer', nel senso di elettronica analogica e cruderie street, rimane veramente poco nell’album (la sola già nota Bleep On The Screen identifica appieno lo spirito del sentirsi blues nell’era dei social network). Eppure lo Skinner perfezionista, a sorpresa con un disco solare, variegato e dominato da una bucolica vena indie-pop (Roof Of Your Car in particolare, in stato di grazia), tutta protesa mainstream però, riesce persino a superare le aspettative o i classici sospetti.
Computer And Blues è il vero disco della maturità: si pone oltre le pose e i ghetti sonici, contiene gli episodi migliori del Twitter Album in versioni che non ne alterano la bontà iniziale ma ne limano l'arrangiamento (Trust Me è una deliziosa ballad dai sapori soul-hop primi Nineties, Outside Inside gioca in meteoropatia e forse ha il testo migliore del lotto), e propone una manciata di freschi episodi antologici come Omg (ennesima ballad sul filo del kitch r’n’b), Trying to Kill M.E. con Laura Vane (bell’intreccio chamber folk e strofe love) e il finalone blaxploitation di Lock The Locks con Clare Maguire.
Pelle d’oca per gli hip-hopper sensibili. Grande generosità e grande verve per un Mike Skinner a grandi livelli, che furbo e intelligente gioca sul doppio binario di personaggio da nuovi e da vecchi media (per i primi, occhio anche al mixtape uscito il mese scorso via iphone, titolo Cyberspace and Reds).
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