Recensioni

6.2

Confessarsi burlando può essere un'arte sottile o il più caciarone dei tracolli. Ci prendiamo il lusso di non schierarci, limitandoci a prendere atto che – come riportato a suo tempo dalle puntuali news di SA – al termine delle incisioni di questo Heaven a quei fanfaroni dei Walkmen è venuto il ghiribizzo di cimentarsi in un medley di classiconi degli U2. Praticamente il trittico dell'innodia da stadio: Pride, With Or Withouth You e Sunday Bloody Sunday. Il vocalizzo impettito e radiante come a cingere in un abbraccio l'auditorio può essere cifra espressiva o vezzo, dipende da quanto si è disposti a mettersi in gioco. Ecco, "gioco" sembra la parola giusta per iniziare finalmente ad entrare nel merito del settimo album firmato dai cinque newyorkesi. Un trastullarsi pigro e appassionato tra reminiscenze resinose Fifties, riffarama smerigliati power pop e fregole pop-wave, carburando il tutto con arrembaggi vocali riconducibili (con un po' di approssimazione ma neanche troppa) alla baldanza appassionata di Bono (Nightingales e Line By Line su tutte).

Stabilite le regole, il match s'incanala agile, senza inciampi né ahimé sussulti. Ti chiedi dove siano finiti quei fantasmi retrò dall'aria languida e impetuosa, così fragili e assieme facinorosi, che rendevano il predecessore Lisbon tanto irresistibile. A compensarne l'assenza non bastano le allucinazioni oziose Kinks di Southern Heart, il torpore ipnotico Roy Orbison di No One Ever Sleeps o il punk un attimo prima di fare la faccia cattiva di Heartbreaker. E' tutto troppo morbido (una Song For Leigh vagamente Rod Stewart), senza trabocchetti (la title track con la sua bidimensionalità toccante da Springsteen secondario), talora forzato (l'impetuosa Love Is Luck): finisci per rassegnarti a questo piacevole cabotaggio medio, nel guado tra tensione e mestizia (We Can't Be Beat), senza smettere di covare il sospetto (fondato ad esempio sul frammento bluesy stoniano di Jerry Jr.'s Tune) che la trama avrebbe potuto infittirsi di ben altre misteriose apparizioni. Peccato.

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