• Set
    01
    2012

Album

XL

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Quando nel 2009 uscì l'omonimo i quattro (poi diventati tre) The xx, poco più che ventenni, vennero travolti da un successo mondiale, inaspettato, sicuramente travolgente. Un paio di tour in giro per il mondo e per uno di loro addirittura un disco-remix del grande Gil Scott-Heron senza dimenticare le altre produzioni in singolo e i dj set. Non era affatto scontato che Jamie, Romy e Oliver ritornassero alle normali vicissitudini tra coetanei, alle chiacchiere tra amici, alle serate in discoteca e gli ascolti nel salotto di casa (Sade, Everything But The Girl e la Thorn solista), dunque al setting ideale per produrre buona musica.

Coexist è nato in un contesto umano completamente diverso dall'esordio ed ha trovato la propria via nell'analisi dei sentimenti. Non solo, il titolo va esteso a un concetto più ampio di coesistenza che abbraccia e coinvolge il piano musicale: come ampiamente anticipato nelle interviste, la presenza di Jamie si è fatta più incisiva, molti brani evidenziano ammalianti umbratilità deep (Reunion e la balarica Swept Away con echi di I’ll Take Care Of You da We’re New Here), gioco sui bassi (profondissimi in Our Song, misurati in Fiction, modulati sui quattro quarti clubby in Sunset), tocchi 2 step (il clap Burialiano di Chained) con la giusta sottrazione; d'altro canto, melodia e riff, non più protagonisti assoluti (Crystalized o Islands), trovano, in episodi incentrati su canto-basso-chitarra (l’iniziale Angels e la conclusiva Our Song), una nuova collocazione e importanza.

Se ne va un po' della catchyness dell'esordio a tutto favore della dinamica vocale tra Romy e Oliver, il vero baricentro di un disco fondato, appunto, sul conceto di dualità, unità e contrapposizione. L’amore ne è il tema principale: in Angels si fa idea pura che non trova piena realizzazione; in Chained sfumato in una relazione agli sgoccioli, in Missing oppresso dall’irreversibile e imprevisto mutamento dei pensieri, in Fiction a picco sul mare per un frettoloso troncamento. Try e Reunion rispecchiano, invece, uno dei dualismi della natura umana: meglio il rimpianto per non aver provato o il rimorso per averlo fatto? C’è freddezza – ma anche intesa – nella prosa di Sunset (l’incontro di due ex dopo un periodo di blackout), lo stesso non si può dire di Unfold (l’impossibilità di spiegarsi porta a perdersi) e il tema dell'abbandono viene rimarcato anche in Tides che ne amplifica lo sguardo oltre la coppia. Le ultime due tracce chiudono questo viaggio nella sfera affettiva, due possibili soluzioni relazionali contrapposte ma efficaci: lasciarsi andare alla sola passione (Swept Away) oppure affrontare ogni incomprensione e riparare ogni criticità del cuore, questo il tema di Our Song, che chiude in tono personale (è un brano autodedicato) il disco.

Rispetto all'esordio, Coexist dimostra maggiore complessità e dunque un arricchimento dell'immaginario sonico che, in più occasioni, sconfessa l'iniziale fede minimal. Il nuovo fulcro (il rapporto maniacale tra cantante e cosa cantata) e la varietà delle soluzioni ritmiche attendono, infine, una consacrazione definitiva in un terzo lavoro. La strada, del resto, è ottimamente spianata.


2 Settembre 2012
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