Recensioni

6.8

Quattro, giovani, inglesi di Londra (hanno fatto la stessa Elliott School da cui sono passati Burial e Four Tet), abbastanza insopportabili nel video di Crystalised in circolazione da aprile. Solito hype inglese, qualcuno cercherà anche di farne la NBT eccetera, ma il disco è effettivamente carino. Un pop minimalista che guarda a certa new-wave con sensibilità (spleen) post nuovi romantici e in qualche modo anche post grunge, dominato da una romanticheria stordita, in pezzi esili e trattenuti, intimisti, costruiti con piccoli tocchi, molto omogenei tra loro, con le voci della chitarrista Romy Madley Croft, spesso quasi sussurrata e con un certo calore soul, e del bassista Oliver Sim, sempre abbastanza slacked, fisicamente con qualcosa del primissimo Frusciante, a guidare il tutto.

Gli altri due sono Baria Qureshi, altra chitarra, e Jamie Smith, beat e produzione. C’è qualcosa degli Young Marble Giants nella essenzialità dei pezzi (spesso ritmati ma spesso senza batteria), c’è una vena in qualche modo folkie-cantautoriale e anche una certa diffusa timidezza come bambinesca. I pezzi migliori sono i due singoli, Crystalised, efficacissima, e Basic Space, tra i più mossi del lotto, Islands e la conclusiva Stars. Carini, ma per favore, niente Next Big Thing.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette