Recensioni

7.2

Eccoli alla prova del nove questi nuovi puritani, ennesimi pupilli
della mai troppo affidabile stampa inglese. Ma stavolta sotto il fumo,
c’è l’arrosto. Eccome se c’è. Perché, non dimentichiamocelo, la perfida
Albione è pur sempre la patria del pop rock.

I quattro
sbarbatelli del Southend sono maturi; sanno gestire in maniera
post-postmoderna mass-media e comunicazione. Sanno manipolarli
squisitamente, aggrovigliando riferimenti e provocazioni con la
nonchalance tipica dell’incoscienza giovanile. Masturbano cervelli ed
orecchie triturando stili e consonanze con la maledizione dall’alto del
demone di Mark “Fall” Smith. Cosa questa che loro, da mediatici
cavalieri senza macchia e senza timore, non confermeranno mai, ma hai
voglia se (benevolmente, sia chiaro) li maledice il vecchio misantropo.

E
così, dopo presunte frequentazioni da bracci tesi (no, no, no!), deliri
su necessarie (a detta loro) dittature prossime a venire e navigate passerelle nel mondo del pret-a-porter(Hedi Slimane come il McLaren del 2.0?) ecco servito l’esordio lungo. E
che esordio! Ostentatamente sfacciato. Impertinente e ferocemente
arrogante. Inglese, in una parola, come le facce da schiaffi degli
Stone Roses o (ma guarda un po’?) del mister Smith di cui sopra.

Ma
anche musicalmente valido, però; non solo sfacciataggine di facciata.
Valido per quel suo allontanarsi dagli schematismi dell’ultima
brit-music grazie al classico gusto per la otherness da impero post-coloniale che da Asian Dub Foundation, Cornershop e Senser arriva fino a M.I.A. (Swords Of Truth); per quella sua sbruffona capacità di devastare acclamati fenomeni solo cimentandosi con esercizi in stile (l’anthem nu rave virato Bloc Party Elvis, una cosa che i secondi ormai si sognano); per quel mood da nextbig thing che se ne sbatte di essere una right now! big thing ecc…

La
storia dei TNP è nota. Basta leggerla su qualche centinaio di siti
internet e riviste musicali. Ma restano i fatti, ossia le canzoni, a
dimostrazione che questi puritani, tanto puri non sono. Nell’animo, ma
soprattutto nella musica. Che è quella che deve parlare. Non i
giornali.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette