• Gen
    01
    2010

Album

Angular Recordings

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Jack Barnett, voce chitarra e mente dei TNPS, basta guardarlo negli occhi. Il suo è lo sguardo di chi alle interviste mente sornione e di chi alla bisogna sa e conosce il suono della propria creatura in ogni particolare inimmaginabile. Con Hidden, è chiaro che le teste basse dei compagni di cordata fanno compagnia allo sfondo della tela e il maître ha pensato in grande. Per mesi ha cogitato il next step bilanciando millimetricamente la semplicità e pulizia del formato (pop come lo chiama lui) alla complicazione dell’arrangiamento con perseveranza e maniacalità rimarcabili. Non pago, si è persino trasferito per un breve periodo a Los Angeles per attivare con Dave Cooley (il fonico preferito dalla Stones Throw) una partnership per il missaggio e, nel frattempo, ha ottenuto da Graham Sutton (Bark Psychosis, Boymerang) una co-produzione per l’album.

La nuova miscela doveva ed è il sorpasso di quel Beat Pyramid che già mirabilmente si configurava come post punk pensato con i sequencer (e i bassi) dell’hip hop e le terzine (e la melanconia) del dancehall; lo rappresenta per uno stuolo di espedienti a entrare in scena, alcuni spettacolari come i tamburi Taiko, altri da segaioli sottoforma di field recording di meloni e lame che ricordano Matthew Herbert; e sorpattutto per gli smalti e i sapori medioevali (nostri e giapponesi) trattati secondo dettami minimalisti (le forme semplici e geometriche delle Vexations di Satie) e caratterizzanti un nuovo corso settato (oltre che sul tipico canto codice Morse), su inni, fanfare, cori quasi gregoriani e di bambini e così via.

Già tra le righe il passo falso di un’operazione del genere è intuibile, eppure nel singolo non ci sono che i pregi di tanto lavoro; ottimo il bilanciamento caldo degli ottoni (dimenticavamo una piccola orchestrina ingaggiata per questa e altre tracce) alla solenne e secchissima percussività delle drums nipponiche, espediente che ritroviamo anche nell’altra bella Drum Courts–Where Corals Lie, nella quale un inedito Jack, dolce e accorato, osserva le profondità marine narrate.

Altra traccia riuscita Three Thousand, converte in thrilling le voglie soundtrack à la Massive Attack del singolo pur dandoti quel brivido post-Wire che non guasta e che troneggia in una dura Fire Power, finalmente senza troppe menate e giochi d’angolo.

Strega e, al contempo, ti lascia addosso un’irrisolta ambivalenza (quando non un poco di irritazione) il sophomore dei TNPS, ambiguità che non si scioglierà neppure dopo ripetuti ascolti. Calcolata è calcolata anch’essa, ma non doveva essere semplicemente pop?

5 Gennaio 2010
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