Recensioni

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Una cosa accomuna i Thou ai The Body con cui non casualmente hanno condiviso un album, You, Whom I Have Always Hated (Thrill Jockey, 2015) di purulento sludge/doom post-apocalittico. Quella cosa che unisce le due band è l’eclettismo che non àncora la proposta del quintetto di Baton Rouge – Matthew Thudium, chitarra, Andy Gibbs, chitarra, Mitch Wells, basso, Tyler Coburn, batteria e Bryan Funck, voce – ai crismi di genere, ma li porta continuamente a ricercare nuove vie, ad aggiungere input anche esterni al genere di riferimento, a dimostrazione di una irrequietezza vivida e ben centrata che comprende EP completamente acustici e live cover dei Duran Duran!

A questo Magus, primo full length in solo da Heathen del 2014, i cinque si avvicinano infatti con una tripletta di EPs (The House Primordial su Raw Sugar, Inconsolable su Community Records e Rhea Sylvia su Deathwish, Inc.) in cui si sono focalizzati ogni volta su un dato suono, nello specifico “noisy drone, quiet acoustic, and melodic grunge”. E questo spettro di possibilità si ritrova anche nelle 11 tracce dell’album, spesso estenuanti prove di collasso fisico – almeno 5 pezzi arrivano intorno ai 10 minuti ma è il senso del tutto a essere un paludoso ed estenuante esperimento sludge a tinte black – e mentale, visto che il “core” dell’album ruota intorno a una indagine introspettiva su piacere e dolore attraverso «alienazione, assurdità, noia, futilità, decadenza, tirannia della storia, volgarità del cambiamento, consapevolezza come agonia, ragione come malattia» e che diventa una sorta di (auto)perizia psicanalitica in divenire finalizzata alla crescita personale. Insomma, non una passeggiata di salute ma un centro pieno, per questa “punk band in metallic casing” (cit.).

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