• Mag
    01
    2011

Album

Constellation Records

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La musica cinematica ed atmosferica dei Tindersticks e di Stuart A Staples solista non poteva far altro che costeggiare il cinema e così è stato. Nel corso degli ultimi 15 anni sia il gruppo che Staples hanno stabilmente collaborato per le colonne sonore con la cineasta francese Claire Denis per i suoi film sulla condizione umana, le tensioni interculturali ed i conflitti familiari. Nenette Et Boni (1996), Trouble Every Day (2001), Vendredi Soir (2002), L’intrus (2004), 35 Rhums (2008) e White Material (2009) escono per la Constellation in un ricco cofanetto celebrativo in 5 cd, Claire Denis Film Scores 1996-2009, corredato di un booklet con un approfondimento di Michael Hill (anche in francese) e molti scatti dalle pellicole.

"L’approccio ad ogni pellicola è stato come un invito ad affacciarsi sull’ignoto, come arrivare a fare cose di cui non credevano d’esser capaci", il commento di Stuart, che sentito qualche anno fa per un’intervista a proposito di affinità con la regista, ci diceva che in realtà per quanto lo riguarda si è sempre trattato di un approccio non razionale ma intuitivo e istintivo nei confronti dei film e del legame con la sua musica: "Non ho mai cercato razionalmente di capire se esista in effetti un legame di qualche tipo tra noi due, quando lavoriamo insieme so che qualcosa accade. Alla fine mi sento sempre esausto, ma sono consapevole che è tempo ben speso". Una chimica quindi assai ben rodata e una perfetta fusione che ha trovato espressione negli score.

Orchestrazioni ricche, atmosfere soffuse, mood decadente e malinconico, musica d’accompagnamento ma non solo, dato che i commenti sonori si reggono benissimo ascoltati anche da soli, sia quando si tratta del solo Staples ne L’intrus (2004), sia quando è la band come nelle altre colonne sonore, ad eccezione di Vendredi Soir (2002) a opera di Dickon Hinchliffe. La musica talvolta interlocutoria, riflessiva ed elegante della band si presta molto bene alla riflessione sul genere umano e la sua condizione esistenziale, da sempre la cifra stilistica di Claire Denis. Il sentimentalismo è bandito sia dalle colonne sonore che dal percorso registico, testimoniando anche l’evoluzione stilistica di entrambi nel tempo.

Questo box costituisce allora una ghiotta occasione di conoscenza del lavoro congiunto, con quattro delle sei colonne sonore del tutto inedite, segnando un periodo, iniziato dalla scorsa primavera, di celebrazioni della cineasta francese tra Europa e America.

13 Luglio 2011
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