Recensioni

Parte bene il nuovo disco dei Tiromancino, con il singolo Piccoli miracoli: testo facile, qualche tocco di arrangiamento insolito (gli archi), un battito che non stanca e che mantiene il ritmo. Insomma, quello che si chiede a una canzone e niente di più. Ma poi la produzione di Luca Chiaravalli (Nek, Ramazzotti, Pausini, Giorgia, la Chiara Gallazzo vincitrice di X-Factor 2012) prende il sopravvento e le romanticherie superflue, gli archi che sottolineano in maniera pacchiana (Tra di noi) le parole dell’autore, il finto etno-hip-hop che fa male il suo dovere (Molo 4, Onda che vai), il rock elettronico un po’ Subsonica di qualche lustro fa (Imprevedibile) fanno deragliare il disco verso una noia infinita.
Non è tutto da buttare: c’è un buon mid-tempo che sembra quasi fare il verso al crooning della tradizione italica (L’ultimo treno della notte, vicino anche alle ballad più incisive dell’ultimo Jovanotti) e una visione spoken word che ricorda le prime prove del gruppo, quando ancora c’era lo zampino di Sinigallia (Il linguaggio segreto dei pesci). I pochi punti di sufficienza non bastano però a risollevare la firma di Zampaglione, che potrebbe ancora esplodere, ma che per adesso preferisce assestarsi su un pop “medio”. Il nuovo corso dei Tiromancino non eccelle, anzi, mescolandosi con la media delle produzioni da classifica, fa venire ancora più rabbia per le occasioni mancate. Un vero peccato, perché la voce di Zampaglione è sempre interessante e potrebbe crescere ancora.
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