Recensioni

7.2

È curioso il processo che porta alla stesura di un articolo: parti con l’idea di scriverlo in un modo e poi, a volte, può capitare che un dettaglio ti faccia tornare indietro, all’iniziale pagina bianca. Il dettaglio, in questo caso, è una lettera trovata tra le pieghe del libretto di Casa, Finalmente, esordio solista di Tobia Poltronieri, voce e chitarra degli apprezzati (anche all’estero, vista la loro partecipazione al Primavera Sound) C+C=Maxigross. Una missiva piena d’amore, scritta dal padre Luca per non si sa quale occasione ma che dice tanto del protagonista e molto di più sul disco rispetto alle note stampa che lo accompagnano.

È un viaggio molto personale, una sorta di itinerario psych-folk che parte dalla Verona di fine anni ottanta dove il musicista è nato e che arriva fino alla Sardegna, dove Tobia si è trasferito, ha posizionato il suo quartier generale e dove ha trovato l’ispirazione e l’amore. I primi nomi che vengono in mente per inquadrarlo sono quelli sicuramente di Alan Sorrenti (Io mi muovevo sembra uscito dalla prima produzione del cantante napoletano), di Robert Wyatt, Tim Buckley, Lucio Battisti (in sede live, più volte si è cimentato con la cover di Abbracciala, Abbracciali e Abbracciati) e, udite udite, Fabio Concato, che emerge ne La Canzone del Melograno, la traccia più “pop” del lotto, che vede la partecipazione speciale al clarinetto di Enrico Gabrielli e in cui il drumming dell’indigeno Alessandro Cau (già dietro le pelli di Any Other, Moti Mo e Stun!) fila che è una bellezza. Tanti gli ospiti: si va dal piano di Gianluca Giusti nella gratefuldeadiana Come Faccio a Respirare, al polistrumentismo di Lino Capra Vaccina in Io Mi Muovevo, passando per il trombone di Federico Fenu in Giuro non so che fare e il violino di Lukasz Kuriat in Non so dove andrò. A coordinare il tutto, due pesi massimi come Marco Giudici (Halfalib) e Miles Cooper Seaton degli Akron/Family (collaboratore di lunga data di Poltronieri, prima con i C+C=Maxigross, poi in questa avventura) che hanno curato missaggio e tutti gli arrangiamenti del disco. Vincente anche la scelta di utilizzare l’italiano come lingua principale: sentire Poltronieri alle prese con la nostra lingua dopo tutti gli anni di C+C=Maxigross, è una vera gioia.

Sonorizzazione ideale delle opere di Maria Lai (citata non per niente nei ringraziamenti finali) Casa, Finalmente è un disco di spessore, che sale ascolto dopo ascolto e che regala ogni volta particolari sempre nuovi. Grande esordio.

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