Recensioni

Umbratile e sfuggente, l’esperienza sonora progettata dai Tomaga sembrerebbe definirsi attraverso un’estetica espressionista e un approccio alla produzione schiettamente contemporaneo. Un percorso sviluppato in coppia da Valentina Magaletti e Tom Relleen, musicisti di base a Londra con un passato ricco di collaborazioni con The Oscillation, Shit N Shine, Neon Neon e molti altri.
Futura Grotesk, pubblicato dall’etichetta Hands In The Dark in una curatissima edizione limitata in vinile, è un disco fortemente legato a un’estetica europea, che unisce atmosfere retrò ed elementi elettroacustici. “Si tratta di un progetto” – racconta il duo – “in cui possiamo passare dalle colonne sonore del “giallo” italiano ai dischi di library music inglesi, per arrivare alla kosmische tedesca”. Rispetto alle collaborazioni del passato, Tomaga si “sbilancia” verso una ricerca del suono ben più articolata, mischiando idee e suoni in maniera sperimentale. All’ascolto, sembra quasi che vi sia stato un rigetto di alcuni stilemi in favore di un metodo votato alla free form, in cui le frequenze disegnano passaggi e punti di arrivo. Anche la strutturazione del suono è decisamente composita, per un lavoro in studio in cui la “ricomposizione” proviene da un impegno prettamente cerebrale. “Il disco è stato registrato in tre diverse sessioni nel nostro studio a Londra e la post produzione è sicuramente il lavoro che ha richiesto più tempo. La semplicità è calcolata, lo spazio è osannato”.
Un album diviso fra elettronica e minimalismo, rarefazioni e atmosfere oniriche, che riporta alla mente anche le esperienze memorabili delle nostrane Wallace Records e Snowdonia, o in certi casi, lo storico collettivo de Le Forbici di Manitù.
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