Recensioni

Attivi nella prima metà degli anni ’80, i No Trend sono stati parte di una feroce e sarcastica scena anti-hardcore, refrattaria all’etica punk di Washington fatta di straight edge e testi impegnati. Fautori di un suono grezzo e disturbante infarcito di incapacità strumentale e insofferenza contro il mondo intero, hanno creato alcuni capolavori di angoscia contemporanea che li inseriscono a pieno titolo tra gli inventori del noise rock.
La band scagliava veri e propri anthem di disillusione contro l’ipocrisia del moralismo americano, ma non meno verso quelle sottoculture giudicate solo apparentemente libere. Bersaglio preferito dell’ostilità della scena locale, il gruppo ha comunque condiviso palchi con nomi del calibro di Dead Kennedys, Sonic Youth, Hüsker Dü, Flaming Lips, Butthole Surfers, Soundgarden e altri ancora. Forti di uno stile genuinamente sperimentale che risuonava delle intuizioni massimaliste dei Flipper, del noise chitarristico dei Mars, ma anche della ferocia punk hardcore, i No Trend arriveranno a collaborare con Lydia Lunch nell’EP Heart of Darkness e a firmare per Touch And Go. Si scioglieranno proprio quando l’etichetta di Chicago sì rifiuterà di pubblicare il successore di Tritonian Nash – Vegas Polyester Complex (More, rimasto inedito fino al 2001) giudicandolo troppo strano.
Il boxset edito da Drag City raccoglie la primissima produzione della band (titoli come Kiss Ass To Your Peer Group sono molto indicativi), ovvero lo storico LP Too Many Humans… del 1984, entrambe le versioni dell’EP Teen Love (7″ e 12″), il demo e due infuocati live del periodo. Implacabili linee di basso post punk, chitarre lancinanti, ritmi ossessivi e un cantato disperatissimo erigono canzoni che ancora oggi confermano tutta la loro lungimiranza: l’angoscia assoluta di Reality Breakdown, l’oscurità minacciosa di Family Style, l’assalto cacofonico di una Teen Love che collassa nel delirio più totale o la cattiveria di una Too Many Humans che intimorirebbe qualsiasi essere vivente con la sua filastrocca nera ripetuta ossessivamente, «Too many fucking humans / You breed like rats / And you’re no fucking better». Non mancano sgraziati accenni avanguardistici, come le furiose sincopi per urla effettate di Die o il pastiche strumentale di Happiness Is…, che stratifica frammenti di discorsi radiofonici e televisivi su una base di funk degenerato. Demo e concerti a corollario rifiniscono il pacchetto facendo apprezzare i brani calati in un contesto di cattività sonora che li esaspera ulteriormente.
Un’ottima e completissima ristampa (il box contiene anche la fedele riproduzione della No Trend fanzine #1, flier, un booklet di 40 pagine con storia della band, interviste e immagini inedite) che riscopre uno dei suoni più oltraggiosi ma creativi della scena indipendente americana degli anni ’80. Un recupero assolutamente necessario.
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