Recensioni

7.2

Produttore e musicista tra i più dotati della sua generazione (è un giovanotto classe ’86), Chazwick Bradley Bundick in arte Toro Y Moi arriva al quarto album in studio, continuando con invidiabile profitto quel percorso di crescita compositiva iniziato nel 2010 con Causers of This.

Dopo il buonissimo Anything in Return del 2013, in cui aveva lavorato con strumenti reali e sintetici ispirandosi a grandi come Prince e Jamiroquai e ammantandoli di sonorità seventies ed eighties, in What For? l’artista si affida a un pop rock elegante, tenendo come costante Desmondiana Todd Rundgren, gli Steely Dan di Donald Fagen e i Big Star. “In passato mi sono confrontato con l’R&B più elettronico e anche con quello più tradizionale. Ora voglio solo vedere cosa c’è la fuori“, ha dichiarato Bundwick in una recente intervista, e sembra proprio che il ragazzo si sia veramente messo a studiare, ampliando il suo (in verità già vasto) lessico musicale.

Il risultato finale è un’opera fresca ed estremamente coesa, in cui Chaz mostra che sotto quel vestito da super nerd in realtà si nasconde un musicista colto, capace di ricorrere a scelte sempre ricercate: basti pensare alle citazioni sparse qua e là per il disco, come in Run Baby Run e Spell it Out dove si scomoda l’eroe brasiliano della MPB Sebastião Rodrigues Maia in arte Tim Maia o in Yeah Right, il cui inizio filtrato richiama memorie beatlesiane di In My Life.

L’idea di fondo è che il talento di Columbia, South Carolina sia ancora veramente lontano dall’aver dimostrato tutto il suo potenziale. Per ora, non ci si può lamentare.

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