• Mar
    02
    2018

Album

Caroline International, Universal

Add to Flipboard Magazine.

Abbandonarsi al ritmo e ai movimenti senza perdere la consapevolezza delle problematiche sociali attuali. Tracey Thorn torna con il quinto album solista avvolta in una differente veste sonora: via gli arrangiamenti acustici degli ultimi Love And Its Opposite e del natalizio Tinsel and Lights, per dare spazio a un electropop che lambisce i territori toccati dagli Everything But The Girl e dal suo album solista del 2007, Out Of The Woods. I brani, dalle ritmiche quadrate e dalle melodie tendenti al synth-pop anni Ottanta grazie alla produzione di Ewan Pearson, non mancano di evidenziare la classe vocale della white soul singer così come una narrazione attenta in particolare all’universo femminile. Un impegno politico e sociale che vede Tracey Thorn attiva settimanalmente sulle colonne del magazine britannico New Statesman da dove, proprio recentemente, ha lanciato un appello (lo riportiamo nella versione tradotta in italiano da Internazionale) per l’unione delle diverse ondate di femminismo.

Al centro di questo Record, quindi, le tematiche legate all’universo femminile, sviscerate tramite racconti autobiografici capaci di passare dal piano personale a quello universale. «I’am mother / I’m a sister / And I fight like a girl», canta la Thorn in Sister, parole che risuonano come un invito all’azione per tutte le donne vittime non solo di soprusi, ma anche di una cultura ancora legata al patriarcato. Il brano, che ruota attorno a una chitarrina funky, synth in progressione e ritmiche costruite dalle Warpaint, è un perfetta canzone pop 80s, leggera, orecchiabile, quanto impegnata nei messaggi, impreziosita dagli acuti soul di Corinne Bailey Rae. Anche Air, dove la Nostra è accompagnata dalla voce di Shura, risulta un’ottima combinazione tra melodie ed eleganti invettive vocali di Tracey («They liked the girlie girls / And looked straight through me / Like plate glass, like fresh air / Like I wasn’t even there»), ritmiche ribollenti ed evasivi synth spacey. In un nostalgico sguardo, a livello produttivo, ai party degli anni Ottanta, la cantautrice non rinuncia anche a un pizzico di evasione, quasi come via di momentanea fuga dalle complessità della realtà: «Where I like to be / Is on the dancefloor with some drinks inside of me», racconta in Dancefloor, l’episodio che più ci ricorda gli Everything But The Girl ma che musicalmente scivola nei classici cliché dell’electro-pop.

La voce profonda ed elegante di Tracey Thorn – che non scopriamo certo oggi – cade leggermente in secondo piano, sovrastata nei volumi negli episodi dall’andamento new-wave come Queen e Babies, mentre brilla nelle ballad tra piano, archi sintetici e drum machine Smoke, Face e Go. È, come al solito, la sua classe davanti al microfono, unita a una penna raffinata e combattiva, a far sì che il disco meriti almeno un ascolto.

2 Marzo 2018
Leggi tutto
Precedente
Chrysta Bell – Chrysta Bell EP Chrysta Bell – Chrysta Bell EP
Successivo
Suuns – Felt Suuns – Felt

album

recensione

recensione

recensione

artista

Altre notizie suggerite