• Set
    01
    2010

Album

The Null Corporation

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Con questa colonna sonora del premiato – ma non premiatissimo – film di David Fincher su Mark Zuckerberg e sulla nascita di Facebook, Trent Reznor corona la propria ventennale carriera con un Golden Globe e un Oscar. E' una consacrazione che sviluppa in maniera assolutamente coerente il percorso iniziato con i Nine Inch Nails, e cioè la solita storia: da fenomeno di culto a fenomeno e basta.

Il disco, firmato a quattro mani con l'ormai fido Atticus Ross (produttore inglese cointestatario con Reznor e la moglie Mariqueen Maandig degli How To Destroy Angels; ha iniziato la carriera al fianco di Barry Adamson), ha due anime che sono le facce della stessa medaglia: una ambient pianistica, romantica, e una electro ondosa, iterativa, ora dark, ora solare, che pesca – ovviamente – dai Kraftwerk fino all'electro-pop dei Depeche Mode. A un estremo troviamo quindi Sakamoto (la conclusiva Soft Trees Break the Fall) e all'altro tastiere kraut psych (Complication With Optimistic Outcome) che hanno più di un punto di contatto con il Tron dei Daft Punk. Il concetto di sviluppo è relativo (siamo in un disco post-minimal e post-electro, che per giunta è una colonna sonora), in una suite chiaroscurale dove contano invece le oscillazioni della materia e il dosaggio di ingredienti sempre diversi per insaporire la comune base di partenza: l'acqua versata di 3:14 Every Night, il riffone elettrorock di Carbon Prevails, la parossistica versione de Nell'altro del re della montagna, la cavalcata percussiva di Magnetic, lo scandire metronomico con il piano in controtempo di Almost Home.

Un ottimo bignamino di electro atmosferica e un ottimo prodotto, costruito per piacere ai fan del post-NIN ma anche alle platee hollywoodiane tra smoking e pellicce.

31 Marzo 2011
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