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7.5

Perfection & Permanence di Trepaneringsritualen è un mesmerico ed apocalittico viaggio alla fine dei tempi, sospeso tra death industrial e ritual ambient. Uscito per la label inglese Cold Spring, quest’album si conferma come uno dei migliori e più significativi lavori realizzati dall’artista svedese.

Trepaneringsritualen (abbreviato anche in T × R × P) è il progetto principale di Thomas Martin Ekelund, musicista già attivo come Dead Letters Spell Out Dead Words, Nullvoid, Teeth e Th. Tot. Il nome Trepaneringsritualen deriva dall’arte antica di trapanazione del cranio, sia come metodo curativo, sia come esperienza spirituale e magico/religiosa. Dal vivo, l’artista mette in scena dei veri e propri rituali, accompagnato da immagini mitiche, sacre e religiose, presentandosi sul palco ricoperto di sangue animale e cerone bianco sul volto.

Nel suo album l’artista svedese è riuscito a catturare appieno lo spirito delle sue violente e dissacranti  performance che, pur muovendosi in ambito death industrial, rimandano come “attitudine spirituale” a contenuti simili a quelli espressi nei lavori di gruppi death e black metal scandinavi, rigorosamente old school e underground, di cui Ekelund è un sincero e convinto estimatore. Volendo, si potrebbe trovare un antesignano di queste sonorità “black industrial” nel lavoro di Maschinenzimmer 412 (MZ 412), progetto di Henrik “Nordvargr” Björkk, uscito per l’ormai defunta label svedese Cold Meat Industry.

In tutto il disco si respira un’atmosfera opprimente realizzata attraverso l’uso di frequenze, rumori metallici e stratificazioni vocali pregne di effetti per trasformare la sua voce in una sorta fantasmatica presenza inumana proveniente dall’aldilà. Il lavoro mostra un’ottima produzione ed una grande cura nella ricerca sonora, pur mantenendo un aspetto volutamente “low-fi”, grezzo e brutale come carta vetrata strofinata sulla pelle di un neonato.

Venerated & Despised è l’inizio del viaggio, tra voci che si rincorrono quasi indistinte, avvolte in una sorta di liquido amniotico torbido e  soffocante. A Black Egg è un inno ad una Dea pagana, forse Isis, (madre e figlia, vergine e prostituta, come recita il testo) che sta per uscire da un grande uovo nero. Castrate Christ è un vero inno al dolore ed alla sofferenza umana, in cui un Cristo impotente viene seviziato con sadismo tipicamente umano, tra onde di distorsioni e riverberi che implodono su sé stessi: uno dei punti di maggiore violenza del disco. Segue la strumentale Liken Ingen Jord Vill Svälja, per poi concludere la prima parte dell’LP con Alone/A/Cross/Abyss, un concentrato di pulsanti bordate psichiche in cui le molte voci di Trepaneringsritualen si sovrappongono e si sfaldano magmatiche.

Dopo il lento interludio di 39 Lashes è la volta di The Seventh Man, uno dei pezzi più riusciti dell’album, con il suo accattivante riff in cui T × R × P grida: “Body, Mind, Desire, Will. Perfection & Permanece!”. È il puro trionfo della Volontà e dello Spirito sulla materia. Ritorna successivamente la metafora cristologica in Konung Krönt I Blod (Re incoronato nel sangue), ma il brano suona anche come un riferimento/maledizione a Eiríkr inn sigrsæli, Eric VI il Vittorioso, re svedese colpevole di aver tradito per primo l’originale retaggio pagano dei popoli scandinavi per la nuova religione cristiana (sembra che in punto di morte si sia pentito dell’orrendo crimine compiuto!). La strumentale A Ceaseless Howling evoca un freddo paesaggio artico attraverso un cupo dark ambient, prima della conclusione nel rumore (e nel dolore) di He Who Is My Mirror.

Perfection & Permanance si pone una spanna sopra i molti progetti Noise Industrial contemporanei, perché è denso di riferimenti e contenuti (non solo riferimenti superficiali ed affettazioni, come capita purtroppo con molti lavori contemporanei che vorrebbero avvicinarsi a tematiche “occulte”). In questi anni T × R × P è riuscito a creare un universo tanto coerente, quanto spietato ed estremo.

Dal punto di vista grafico, il lavoro si presenta in un elegante bianco e nero, una forma che fa apprezzare le doti grafiche di Ekelund, responsabile, è ben ricordarlo, anche della label svedese “Beläten”, etichetta che si muove in ambito rigorosamente underground e DIY, realizzando, a partire dal 2012, ottime uscite solo su cassetta (in omaggio ad un certa tradizione “old school industrial”) in ambito post-industrial, noise, e dark-cold wave, pubblicando artisti come Veil Of Light, German Army, Xiu, Distel, Blitzkrieg Baby e molti altri.

Non per niente, Trepaneringsritualen ha battezzato se stesso come “Götisk Dödsindustri”, che in svedese suona come “Gotica industria della morte”: mai soprannome fu più appropriato.

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